Riproduzione
Introduzione
Fisiologia riproduttiva
Laccoppiamento
La gravidanza
Il parto,
lallattamento e lo svezzamento
Introduzione
Per essere un buon animale da compagnia il furetto deve necessariamente essere
sterilizzato. Il maschio intero ha un odore particolarmente intenso e tenace che lo rende
poco adatto alla vita domestica (a meno di voler rinunciare completamente ai contatti
sociali) e manifesta spesso una certa aggressività (soprattutto verso altri maschi
interi). La femmina intera se non viene accoppiata va incontro a gravi problemi di salute
in seguito al calore (vedi Iperestrogenismo), per cui dovrebbe essere riprodotta tutti gli
anni, indipendentemente dalla possibilità di dare via i piccoli quando sono svezzati.
Volendo invece allevare e riprodurre furetti è opportuno fare alcune serie considerazioni
prima di impegnarsi in una simile impresa. Se tutto va a buon fine la cucciolata può
anche essere particolarmente numerosa, e ogni singolo cucciolo deve poi trovare una
sistemazione adatta presso una famiglia (risulta decisamente impensabile tenere
sistematicamente tutti i cuccioli nati). Se vengono ceduti ad un negozio non vi è alcuna
possibilità di verificare che vengano affidati a persone responsabili. E quindi
opportuno valutare in anticipo quali sono le effettive possibilità di collocare
adeguatamente numerosi cuccioli, e considerare anche leventualità di dover tenere,
accudire, vaccinare e sterilizzare eventuali furetti che non si è riusciti a sistemare. I
furetti abbandonati sono sempre numerosi e non è il caso di incrementarne il numero.
Fisiologia riproduttiva
La fisiologia riproduttiva del furetto si differenzia molto da quella dei carnivori
domestici più tradizionali come il cane ed il gatto. Il ciclo riproduttivo del furetto è
fortemente influenzato dalle stagioni, e più specificatamente dal fotoperiodo (la durata
delle ore di luce della giornata). I furetti, sia maschi che femmine, raggiungono la
maturità sessuale la primavera dellanno successivo alla loro nascita (tra i 5 e i 9
mesi di età); la pubertà dipende quindi dalla stagione, e non dalletà.
Analogamente, nei furetti già sessualmente maturi la ripresa dellattività
sessuale, dopo la sospensione invernale, avviene in primavera.
Nel maschio intero in primavera si osserva un forte aumento
del volume dei testicoli e modificazioni comportamentali indotte dagli ormoni che
riguardano laccoppiamento e un aumento dellaggressività, oltre
allintensificarsi dellodore corporeo.
La femmina in primavera va in calore, diventa cioè
fertile, mostrando un forte aumento di volume della vulva. Nella furetta il calore
persiste finché non avviene laccoppiamento, oppure finché non diminuisce il
fotoperiodo al sopraggiungere dellautunno; purtroppo il persistere del calore per
più mesi può causare gravi problemi di salute. Con il termine del calore si osserva la
contemporanea diminuzione di volume della vulva (foto sotto).

In autunno le giornate si accorciano e quindi si riduce il
fotoperiodo, il che fa terminare lattività sessuale del furetto. La femmina esce
dal calore e contemporaneamente la sua vulva si riduce di volume; nel maschio si osserva
una diminuzione di volume dei testicoli; il periodo fertile riprenderà lanno
successivo, in primavera. Altre variazioni stagionali sono rappresentate dal cambio del
mantello, in primavera e in autunno, e da un aumento dellassunzione di cibo e del
peso corporeo nel periodo freddo. I furetti sono in grado di riprodursi per 3-4 anni.
Laccoppiamento
Nei furetti laccoppiamento è particolarmente rude, addirittura violento; il maschio
infatti afferra la femmina per la nuca e la trascina, mentre questa resta passiva. I due
animali si accoppiano più volte ad intervalli ravvicinati. Maschio e femmina non devono
essere lasciati insieme per più di due giorni durante il calore.
La data dellaccoppiamento va annotata per poter poi calcolare con precisione il
momento del parto.
La gravidanza
La gravidanza ha una durata media di 42 giorni (con un range di 38-44). Dopo
laccoppiamento la vulva inizia a diminuire di volume entro un paio di giorni; può
essere presente uno scolo mucoso vaginale. Il veterinario è in grado di fare diagnosi di
gravidanza, palpando con delicatezza laddome della femmina, a partire dalla terza
settimana di gravidanza.
La femmina gravida aumenta il consumo di alimento, che deve essere lasciato sempre a
disposizione (ovviamente di elevata qualità). La furetta durante la gravidanza manifesta
la tendenza a dormire di più; occorre quindi rispettare i suoi periodi di riposo. Va
manipolata con delicatezza, soprattutto nelle fasi finali della gravidanza quando
laddome diventa molto voluminoso.
La furetta deve trascorrere in gabbia le ultime due settimane di gravidanza per abituarsi
a restare rinchiusa. In questo modo il parto avverrà sicuramente dentro la gabbia,
evitando il rischio che i piccoli nascano in giro per casa, esposti ad innumerevoli
pericoli. Ovviamente è necessario fornire alla furetta un ambiente tranquillo, collocando
la gabbia in una zona adeguata. La madre deve stare nella gabbia da sola perché altri
furetti adulti potrebbero uccidere i piccoli.
Nella gabbia va posto un nido che può essere costituito da una scatola imbottita di
stracci. In prossimità del parto si nota una spiccata perdita di pelo della madre e un
aumento di volume dei capezzoli. Il giorno prima del parto può essere normale che la
madre mostri disinteresse per il cibo.
Il parto,
lallattamento e lo svezzamento
Il numero di cuccioli è in media di otto (al primo parto di dieci), ma il numero
effettivo può essere molto variabile, da uno ad addirittura diciotto. Se la cucciolata è
particolarmente numerosa è difficile che tutti i piccoli riescano a sopravvivere.
I piccoli alla nascita pesano mediamente 8-10 grammi e sono immaturi: ciechi, sordi e
privi di pelo. A causa delle ridotte dimensioni dei cuccioli è raro che le furette vadano
incontro a problemi di parto. Di norma la furetta non ha alcun bisogno di assistenza e
tutto il parto si svolge in un paio dore, con un intervallo di pochi minuti tra un
piccolo e laltro.
Man mano che i piccoli nascono la madre istintivamente inizia a leccarli, liberandoli
dagli invogli fetali e lacerando il cordone ombelicale, in modo da separarli dalla
placenta. In genere gli invogli e le placente vengono mangiati, ma non tutte le madri lo
fanno; costituiscono una fonte di nutrimento per la furetta, ma non influiscono sulla
produzione di latte.

Furetti neonati durante l'allattamento
E importante evitare di disturbare la madre durante il parto; i controlli per
verificare che tutto proceda bene vanno effettuati con molta discrezione. Secondo il tipo
di rapporto instaurato con il proprietario, la furetta può accettare la presenza del
proprietario e le sue carezze, oppure cercare di aggredirlo se questi tenta di avvicinarsi
ai piccoli. I cuccioli che sono stati toccati dalluomo non vengono rifiutati o
attaccati dalla madre, ma per la loro delicatezza vanno manipolati solo se necessario e
con molta prudenza.
La crescita dei piccoli è molto rapida; già a tre settimane di età è opportuno mettere
a loro disposizione del cibo tenero che iniziano a mangiare, anche se non si è ancora
verificata lapertura degli occhi (che avviene a 3-4 settimane di età). Il primo
alimento può essere rappresentato da omogeneizzati di carne, cibo in scatola per gattini
o furetti di ottima marca, pellet inumidito, il tutto mischiato a latte in polvere per
gattini. Il latte vaccino non è adatto perché è poco nutriente per questi animali.
Dalle tre settimane di età va curata con particolare attenzione ligiene del nido
per evitare che i piccoli mangino cibo avariato. Sempre a partire da questetà si
deve iniziare a prendere in mano di frequente i cuccioli in modo che si abituino al
contatto con luomo e diventino docili.
I piccoli possono essere separati dalla madre dopo le sei settimane di età; per
permettere una riduzione graduale della produzione di latte è opportuno sottrarre alla
furetta un cucciolo al giorno, a partire da quello più grosso. I piccoli svezzati vanno
alimentati con una miscela di cibo tenero e di crocchette; la percentuale di cibo umido va
ridotta progressivamente a favore delle crocchette, che nel giro di poche settimane devono
diventare lunico alimento a disposizione.
Terminato lo svezzamento la femmina ritorna in calore, a meno che non sia autunno,
stagione che segna il termine dellattività riproduttiva. Il calore successivo si
ripresenterà la primavera seguente.