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La cocorita
Marta Avanzi, Med Vet
Classificazione
Classe: Aves
Ordine:
Psittaciformes
Famiglia:
Psittacidae
Genere:
Melopsittacus
Specie: M.
undulatus
La cocorita,
detto anche pappagallino ondulato, è un pappagallo di piccola taglia
che origina dall’Australia, in cui si trova nelle pianure erbose a
clima arido; vive in stormi di alcune decine di individui. È un
uccello molto attivo che volando copre ampie distanze alla ricerca
di cibo e acqua. E’ una specie nomade e si sposta in base alla
disponibilità di alimento e alle condizioni climatiche più
favorevoli. Essendo adattata a un clima arido, la cocorita ricava la
maggior parte dell’acqua di cui ha bisogno dal cibo. È un uccello
principalmente granivoro.
La sua
domesticazione risale all’inizio del 1800; la riproduzione ha
permesso di selezionare un centinaio circa di variazioni di colore,
rispetto al tipo ancestrale prevalentemente verde. Oggi tutte le
cocorite in commercio sono riprodotte in cattività.
Descrizione
La lunghezza
complessiva della cocorita, dalla testa alla coda, è di circa 18 cm
e il peso di 30-40 g. Il colore originario è verde chiaro su addome
e dorso, mentre le ali presentano righe alternate nere e gialle. La
testa è gialla con una serie di sottili righe ondulate nere che
scendono dalla nuca verso il collo e si continuano con quelle delle
ali. Le guancie presentano piccole macchie blu scuro; la parte
inferiore della gola è adornata da macchie nere. La coda è gialla e
blu scuro.
Nella parte
superiore del becco, intorno alle narici, vi è un’area rilevata,
senza penne, detta cera. La cera ha una colorazione diversa nel
maschio e nella femmina adulti, permettendo in tal modo di
distinguere il sesso. Nel maschio la cera ha una colorazione blu,
mentre nella femmina è marrone chiaro; nella femmina inoltre durante
il periodo riproduttivo la cera può apparire rugosa. In alcune
variazioni di colore (gli albini e quelle con colori molto chiari)
la cera del maschio può restare di colore rosato, rendendo più
difficile valutare il sesso. Nei soggetti immaturi (fino cioè a
circa tre mesi di età) la cera è rosa chiaro e liscia.
Longevità
La vita media
delle cocorite in cattività allevate in condizioni ottimali è di
10-15 anni, ma possono superare i 20. La longevità è determinata
dalla corretta alimentazione, dalla possibilità di fare esercizio,
dalle condizioni generali di salute ma anche dalla genetica. Alcune
variazioni di colore hanno, infatti, un’aspettativa di vita molto
più ridotta.
La cocorita
come pet
Questo
pappagallino è molto intelligente, socievole e attivo; può imparare
a ripetere le parole, anche se la sua pronuncia non è molto chiara.
La sua piccola taglia rende relativamente semplice la sua gestione,
tuttavia ha bisogno di una gabbia più ampia possibile (soprattutto
in larghezza) per poter volare. Essendo un animale sociale, abituato
a vivere in gruppi, è preferibile tenerlo in coppia, a meno che non
gli si possa dedicare molto tempo per fargli compagnia.
La gabbia
La gabbia deve
essere più ampia possibile, tanto da permettere all’animale di
volare orizzontalmente. La misura minima della larghezza è di 80 cm,
ma dovrebbe essere preferibilmente maggiore. La gabbia deve essere
di acciaio (zinco, piombo e rame sono materiali tossici). Anche il
rivestimento di vernice può causare avvelenamento, se viene
asportato con il becco e ingerito. Le cocorite amano arrampicarsi,
pertanto è preferibile che la gabbia abbia barre orizzontali. Per
dare agli uccelli un maggior senso di sicurezza è consigliabile
porre la gabbia contro una parete, perché un lato sia chiuso.
La gabbia va
arredata con diversi posatoi; è preferibile usare dei rami di legno
naturale, di diametro variabile, per favorire una buona ginnastica
delle zampe e prevenire lesioni dei piedi; il diametro medio dei
posatoi deve essere tale da consentire alla zampa di circondarli
senza che le dita opposte arrivino a toccarsi. I posatoi di plastica
non sono adeguati, e spesso hanno un diametro insufficiente.
Trattandosi di uccelli vivaci e curiosi, all’interno della gabbia
vanno sistemati vari tipi di giocattoli non tossici: funi, oggetti
di legno da distruggere con il becco, ecc. Non bisogna tuttavia
riempire di oggetti la gabbia a tal punto che le cocorite non
riescano a volare o abbiano addirittura difficoltà a muoversi.
Il materiale
migliore da porre sul fondo è rappresentato da fogli di giornale, da
sostituire ogni giorno.
I contenitori
del cibo e dell’acqua devono essere tanti quanti gli occupanti della
gabbia, per evitare che i soggetti dominanti impediscano ai più
remissivi di alimentarsi. Vanno posti accanto ai posatoi, per
facilitare l’accesso al cibo.
La collocazione
della gabbia è un fattore importante. Le cocorite hanno bisogno di
compagnia, pertanto la sistemazione ideale è in una stanza in cui vi
sia la presenza di persone per buona parte del tempo, ad esclusione
della cucina perché è un ambiente che può essere pericoloso per gli
uccelli in gabbia (per le emissioni delle pentole antiaderenti di
teflon, o i vapori dei prodotti per la pulizia del forno, ad
esempio). La notte l’ambiente deve essere silenzioso e buio, per
consentire ai pappagalli di dormire indisturbati.
La gabbia deve
essere al riparo da correnti d’aria e dalla luce diretta del sole,
che può provocare un colpo di calore, e non raggiungibile da
potenziali predatori o animali che possono spaventare gli uccellini,
come cani e gatti.
Fuori dalla
gabbia
Le cocorite
amano volare: permettere loro di fare esercizio ed esplorare
l’ambiente è la situazione ideale per la loro salute psicofisica.
Sarebbe quindi opportuno lasciarle uscire dalla gabbia regolarmente
tutti i giorni. Premessa alla libera uscita è aver instaurato con
l’animale un buon rapporto di fiducia e avergli insegnato a salire
sul dito a comando; se la cocorita vola via terrorizzata ogni volta
che vi avvicinate, diventa complicato rimetterla nella gabbia quando
decidete voi.
La stanza in
cui liberare la cocorita deve essere a prova di fughe e incidenti.
Le finestre devono essere chiuse, con i vetri coperti (ad esempio
con una tenda) per evitare che l’uccello vi vada a sbattere contro.
In alternativa, se ci sono zanzariere si possono abbassare. Anche le
porte vanno tenute chiuse. I vari pericoli a cui può andare incontro
la cocorita libera nella stanza sono:
-
annegamento (bacinelle o pentole piene d’acqua, la tazza del water)
-
ustioni
(caminetti, stufe, fornelli, candele o piastre elettriche accesi)
-
folgorazione (fili elettrici)
-
avvelenamento (sigarette, farmaci, cioccolata, prodotti per la casa, piccoli oggetti di zinco o piombo)
Ovviamente
cani, gatti e furetti eventualmente presenti vanno tenuti fuori
dalla stanza. Attenzione anche a non calpestare o schiacciare
inavvertitamente l’animale, alle sedie a dondolo o ai ventilatori da
soffitto.
La regola d’oro
consiste nel sorvegliare a vista la cocorita per tutto il tempo che
sta fuori dalla gabbia, per agire tempestivamente se incorre in
qualche pericolo che non era stato previsto nella pianificazione
della libera uscita.
Per far uscire
la cocorita dalla gabbia è sufficiente aprire la porta e lasciare
che sia l’animale a decidere quando uscire. In natura le cocorite
scendono a terra per cercare il cibo, pertanto si può distribuire in
alcuni punti del pavimento dell’alimento per stimolare il normale
comportamento. Tra un volo e l’altro la cocorita cercherà di
appollaiarsi più in altro possibile (in genere in cima alle tende).
Non si deve cercare di acchiapparla o spaventarla per farla
scendere, ma lasciare che spontaneamente lasci la postazione. Di
solito torna spontaneamente nella gabbia; quando è a terra, potete
avvicinare il dito indice teso perché vi salga, quindi immobilizzare
un piede trattenendolo tra il pollice e l’indice. Una volta rimessa
nella gabbia, offrite alla cocorita uno dei bocconcini preferiti.
Per limitare
(ma non impedire!) l’estensione del volo, le penne delle ali possono
essere tagliate. Poiché questa operazione va fatta con una certa
accortezza per evitare che l’uccello cada e si ferisca nel tentativo
di volare, è bene sia eseguita con la guida di un veterinario
esperto in medicina aviare, almeno le prime volte. Il taglio va
effettuato con gradualità, in modo da valutare il risultato e
permettere all’uccello di adattarsi alla nuova condizione, senza
cadere a terra quando tenta di volare. Dopo ogni muta le penne
ricrescono e vanno nuovamente tagliate.

Alimentazione
Una corretta
alimentazione è fondamentale per la salute delle cocorite, come per
tutti gli animali. Le diete basate sui semi sono sbilanciate e
carenti di molte vitamine e microelementi, troppo ricche di grassi,
e favoriscono l’obesità, problema a cui le cocorite sono
predisposte. La dieta ideale è basata sull’impiego di mangimi
formulati pellettati, di cui esistono in commercio diverse marche.
Le migliori sono quelle senza coloranti, conservanti e aromi
artificiali. Purtroppo le cocorite sono tra gli uccelli più
difficili a convertire ad una dieta equilibrata. I risultati
migliori si hanno con gli animali molto giovani, maggiormente
disposti a provare alimenti nuovi, mentre gli adulti abituati a una
dieta di semi sono particolarmente ostinati nel rifiutare gli
alimenti pellettati.
La dieta va
integrata con una varietà di frutta e verdura fresche (possibilmente
biologiche), evitando l’avocado e le parti verdi di pomodoro e
patate. I vegetali migliori sono quelli arancio o verde scuro (es.
carote, broccoli) che sono più ricchi di vitamina A. I vegetali
possono essere fatti a pezzettini e posti in una vaschetta, oppure
appesi interi alla gabbia per stimolare l’esplorazione, il gioco ed
eventualmente il consumo. Altri cibi permessi sono pane o pasta
integrali, patate cotte o crude (evitando le parti verdi), patate
americane cotte. Gli alimenti controindicati sono quelli ricchi di
grassi o salati.
Consigli
per il cambio di dieta
-
I semi non
devono essere eliminati improvvisamente, perché il nuovo
alimento può essere rifiutato fino a che la cocorita non muore
letteralmente di fame.
-
Il cambio di
alimentazione non va iniziato se la cocorita non sta bene in
salute, perché è un momento in cui è meno invogliata a mangiare.
Inoltre lo stress del cambiamento può improvvisamente peggiorare
le condizioni dell’animale. Può essere consigliabile una visita
veterinaria prima di iniziare il cambio di dieta, per
assicurarsi del perfetto stato di salute dell’uccello.
-
Si possono
mangiare frutta e vegetali di fronte alle cocorite, perché
spesso consumano per imitazione quello che vedono mangiare dagli
altri pappagalli (o dalle persone).
-
Il cambio fa
fatto in modo graduale nell’arco di alcune settimane o mesi. La
perseveranza è importante, perché riuscire a modificare la dieta
ha enormi vantaggi per la salute e la longevità, nonostante la
quantità di pellet sprecata inizialmente.
-
Si possono
provare (anche contemporaneamente) diverse marche di pellet,
perché le cocorite possono presentare ampie preferenze
individuali riguardo il pellet.
-
Il pellet
può essere mescolato al mangime abituale, o sbriciolato e
versato sopra i semi, perché la cocorita si abitui al sapore.
-
Si può
provare ad offrire il pellet inumidito, cambiandolo però dopo un
paio d’ore per evitare che vada a male.
-
Si può
lasciare a disposizione alla mattina solo il pellet per un paio
d’ore, e in seguito offrire anche i semi.
-
Se la
cocorita accetta il pellet, i semi vanno ridotti gradualmente
fino ad eliminarli completamente dalla dieta.
-
Negli
animali più ostinati, soprattutto se obesi, si può offrire il
miglio, che ha un contenuto in grassi inferiore agli altri semi.
In tal caso si deve anche offrire un osso di seppia, per fornire
il calcio di cui i semi sono carenti.
Riproduzione
Le cocorite
diventano sessualmente mature a 6 mesi circa di età, ma è meglio non
iniziare a riprodurle fino ad almeno 10 mesi, perché siano
completamente mature. La stagione riproduttiva va dalla primavera
all’autunno. Il maschio pronto a riprodursi ha una cera di colore
blu e offre il cibo in bocca alla femmina, mentre la femmina ha la
cera marrone e rigurgita il cibo come se avesse dei piccoli da
nutrire. Per permettere la riproduzione occorre lasciare a
disposizione della coppia un nido; se sono presenti diverse coppie,
ci deve essere almeno un nido per ciascuna, più qualcuno
supplementare, e tutti alla stessa altezza, per evitare competizioni
e lotte.
La femmina
depone 5-6 uova per covata; in un anno può arrivare a deporre tre
covate, ma a scapito di un notevole dispendio di forze, tanto che i
piccoli dell’ultima covata possono crescere stentatamente. Per
bloccare la riproduzione dopo una o al massimo due covate, si deve
togliere il nido o separare la coppia.
La femmina
depone un uovo ogni 48 ore, ma inizia la cova immediatamente,
pertanto i piccoli nascono a intervalli. La schiusa di ciascun uovo
richiede 18 giorni. Durante la cova la femmina non lascia il nido e
viene alimentata dal maschio. I piccoli vengono nutriti dalla madre
fino a che non lasciano il nido e iniziano a mangiare come i
genitori, a circa 7 settimane di vita. Mentre alimentano i piccoli,
i genitori devono avere costantemente cibo a disposizione in
abbondanza. I figli non devono essere separati dai genitori fino a
che non vi sia la certezza che siano perfettamente in grado di
alimentarsi ed abbeverarsi da soli.
Per stimolare
la riproduzione è molto utile l’impiego di lampade a spettro
completo, che forniscono una luce simile a quella del sole,
aumentando progressivamente le ore di luce fino a 13 al giorno.
Poiché le cocorite vivono in grandi gruppi, può essere di aiuto
tenere insieme più coppie per indurre l’attività riproduttiva.
I piccoli
possono essere manipolati alcuni minuti al giorno a partire dai 10
giorni di età, evitando di esporli a una luce intensa dal momento
che sono abituati al buio del nido. In tal modo crescono abituati al
contatto umano e docili.

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