Classificazione
Classe Reptilia
Ordine Squamata
Sottordine Serpentes
Famiglia Boidae
Sottofamiglia Boinae
Genere
Boa
Specie B. constrictor
Il boa constricor (il cui nome latino, Boa
constrictor, è uguale a quello comune) viene anche chiamato "boa
coda rossa" (red-tail boa) in inglese, anche se alcune sottospecie non
presentano questa caratteristica. Esistono circa una decina di
sottospecie, con diversa distribuzione geografica e diversa colorazione.
Il boa constrictor origina da centro e sud America e da alcune isole
caraibiche; l’habitat è piuttosto vario, dalle foreste pluviali alle
pianure asciutte. E’ attivo di notte; i soggetti giovani sono in parte
arboricoli, ma con l’aumento delle dimensioni i boa diventano
prevalentemente terricoli. L’alimentazione allo stato naturale è molto
varia: uccelli, mammiferi, rettili; la maggior parte delle prede è
rappresentata da roditori.
Gli esemplari di cattura sono meno docili di quelli nati in cattività,
che sono sempre da preferire. Le dimensioni vanno dai 35-55 cm dei
soggetti neonati ai 3 metri degli adulti; alcuni soggetti possono
eccezionalmente raggiungere i 4 metri di lunghezza. Gli esemplari adulti
vanno maneggiati con prudenza, e solo da persone esperte.
Il boa constrictor è viviparo: partorisce 10-60 piccoli dopo 4-10 mesi
di gestazione. In cattività può vivere fino a 20-30 anni.
Il terrario
Questo rettile, soprattutto se riprodotto in
cattività e non di cattura, è in genere docile e si adatta al terrario
abbastanza facilmente.
Il terrario deve essere robusto e spazioso, a prova di fuga; in
particolare, il coperchio o le aperture del terrario devono poter essere
chiuse in modo sicuro. Le dimensioni devono essere proporzionate a
quelle del boa, per permettergli di muoversi liberamente e fare
esercizio. È evidente che un boa adulto ha bisogno di un terrario
particolarmente spazioso, cosa da tenere in considerazione prima
dell’acquisto.
Il materiale più pratico per quanto riguarda l’igiene è il vetro, che va
però preferibilmente rivestito di materiale isolante, ad esempio dei
pannelli di legno, in modo da isolarlo termicamente perché il calore
all’interno non si disperda rapidamente.
All’interno del terrario vanno collocati dei nascondigli (tronchi cavi,
scatole di cartone o di plastica con un’apertura) e dei rami ben
infissi. Un indispensabile accessorio è rappresentato da una bacinella
di acqua in cui il serpente possa immergersi completamente. L’acqua va
tenuta scrupolosamente pulita, cambiandola tutti i giorni, o prima se il
serpente la sporca con le feci. Come molti serpenti, anche il boa,
infatti, viene stimolato a defecare durante il bagno.
La ventilazione è assicurata da due griglie, una posta sul fondo e una
nella parte più alta del terrario, per consentire un adeguato ricambio
di aria.
Temperatura
Un opportuno gradiente di temperatura è importante
per la salute del rettile. La temperatura diurna deve essere di 28-32°C,
con un punto caldo di 32-35°C. Di notte non deve scendere sotto i 28°C.
Il riscaldamento si può fornire con materassini posti sotto o di lato al
terrario (ma sempre all’esterno), e con una lampadina (ad
incandescenza, che fa anche luce, oppure usando lampade a infrarossi o
di ceramica, che emettono calore ma non luce) per fornire il punto
caldo. La lampadina va schermata in modo che non venga a contatto
diretto con il serpente, causandogli ustioni. I sistemi di riscaldamento
da porre all’interno del terrario, come le cosiddette rocce calde, sono
controindicati perché causano facilmente gravi ustioni.
La fonte di calore va collegata con un termostato, in modo da mantenere
la temperatura ai valori desiderati. Il controllo effettivo della
temperatura va poi verificato con l’uso di termometri, uno posto nel
punto più caldo e uno sul punto più fresco.
Il fotoperiodo ideale è di 10-12 ore di luce. Non sono necessarie fonti
di luce speciali (a spettro completo o UVB).
Substrato
Il substrato più pratico ed economico è rappresentato
da giornali o carta da pacchi, o da pezzi di moquette, linoleum o erba
artificiale. Questo tipo di materiale permette di visualizzare
facilmente feci e urine, e quindi di monitorare meglio lo stato di
salute del rettile. In alternativa si può usare la corteccia, ma è da
evitare la segatura. Materiali corpuscolari, come appunto la corteccia,
hanno lo svantaggio di essere più difficili da pulire. L’igiene va
curata al massimo, rimuovendo prontamente le deiezioni e eseguendo una
pulizia periodica di tutto il terrario.
Umidità
L’umidità del terrario deve essere elevata, intorno
al 75-80%. L’umidità è un fattore essenziale per la salute del rettile.
In condizioni di umidità troppo bassa il serpente è soggetto a
disidratazione (che danneggia la funzione renale) e a problemi di muta.
Se l’umidità è troppo alta si possono verificare macerazioni e infezioni
della cute. Per verificare il livello di umidità presente nel terrario è
necessario utilizzare un apposito strumento detto igrometro, comunemente
in vendita nei negozi per rettili o in quelli per bricolage. Se è
necessario aumentare l’umidità si può spruzzare di frequente dell’acqua,
oppure si può collocare il recipiente dell’acqua sotto la lampada
riscaldante.
Igiene
Mantenere un’accurata igiene nel terrario è
fondamentale per la salute dei rettili. Le feci vanno eliminate subito;
periodicamente si deve cambiare completamente il materiale di substrato
e pulire a fondo il terrario. Come disinfettanti si possono usare il
lisoformio o la varechina diluiti, da risciacquare con cura. Anche gli
elementi di arredo, come nascondigli, rami o ripiani, devono essere
lavati o sostituiti. La bacinella dell’acqua va tenuta particolarmente
pulita: va lavata almeno una volta al giorno, ma se il serpente vi
defeca dentro la pulizia va effettuata subito.
Alimentazione
Si deve evitare la somministrazione eccessiva di
alimento, che può portare facilmente a problemi di obesità. Ai giovani
si somministrano topi e ratti neonati, per passare progressivamente a
prede più grosse. Le prede vanno fornite morte, per motivi etici ma
anche per evitare che causino lesioni al rettile. Come regola, non si
devono somministrare prede più larghe del diametro maggiore del rettile,
altrimenti il pasto può venire rigurgitato.
In genere si inizia somministrando ai boa neonati ratti di circa 10
giorni di età, aumentando progressivamente le dimensioni della preda man
mano il rettile cresce. Come regola generale, la preda offerta non deve
essere più larga del diametro massimo del serpente. Prede maggiori
possono essere ingerite ma facilmente vengono poi rigurgitate.
I giovani fino a sei mesi di età possono essere alimentati ogni 7-10
giorni. I soggetti adulti vanno alimentati ogni 3-4 settimane se maschi
e ogni 2-3 settimane se femmine.
Prima di un pasto il serpente dovrebbe aver completamente digerito
quello precedente, e avere quindi defecato. In caso contrario, si deve
aspettare qualche altro giorno prima di nutrirlo.
Distinzione dei sessi
I serpenti possiedono due organi copulatori, detti
emipeni, posti alla base della coda, ai lati della cloaca. Nelle femmine
ovviamente questi organi sono assenti, ma nella stessa posizione
presentano un paio di ghiandole odorifere. Per capire di che sesso è il
serpente viene inserita una sonda nell’apertura corrispondente allo
sbocco dell’emipene o della ghiandola odorifera. La profondità con cui
la sonda penetra (maggiore nel maschio rispetto alla femmina) permette
di distinguere il sesso. Questa tecnica richiede delicatezza ed
esperienza per cui va lasciata a veterinari o allevatori esperti.
Come si maneggia
Per renderlo docile ed abituarlo alla presenza umana
il boa va maneggiato regolarmente tutti i giorni, in modo delicato ma
con fermezza. Non gli si deve permettere di sfuggire dalle mani,
altrimenti può scappare e rifugiarsi in qualche posto in cui può essere
difficile recuperarlo.
Il corpo non va mai stretto con forza perché verrebbe facilmente
danneggiato. I boa adulti hanno una forza notevole e non deve mai essere
permesso loro di avvolgersi intorno al collo.
Prima della muta la cute è molto delicata e per evitare di danneggiarla
non si deve prendere in mano il boa, se non il minimo indispensabile.

Quarantena
I serpenti possono essere portatori di molte malattie
e infestazioni parassitarie facilmente trasmissibili ad altri soggetti.
Quando si acquista un nuovo rettile è di fondamentale importanza non
solo sottoporlo subito ad un’accurata visita veterinaria, ma tenerlo
completamente isolato da altri serpenti che già si possiedono,
instaurando un periodo di quarantena più lungo possibile (idealmente di
sei mesi). Durante la quarantena il serpente va alloggiato in una stanza
diversa da quella che ospita gli altri terrari e dopo averlo accudito ci
si deve lavare le mani con cura prima di occuparsi degli altri rettili.
Gli oggetti (o le prede) presenti nel terrario del nuovo ospite non
devono essere passati in altri terrari.
Legislazione
Il boa constrictor è elencato in Appendice II CITES
(ad eccezione della sottospecie Boa constrictor occidentalis che
è in Appendice I). Al momento dell’acquisto, oltre alla ricevuta il
venditore deve rilasciare un documento in cui sono riportati gli estremi
del documento CITES.
