| L'AXOLOTL
(Ambystoma mexicanum)
Alessandro Bellese, Med Vet
CLASSIFICAZIONE
L'Axolotl,
Ambystoma mexicanum, è un anfibio urodelo della famiglia
Ambystomatidae. Gli ambistomatidi sono distribuiti nelle Americhe
Centrale e Settentrionale e sono chiamati salamandre del fango per
le abitudini fossorie. La famiglia è rappresentata da varie specie
quali A. tigrinum, A. maculatum, A. opacum, A. Jeffersonianum, A.
talpoideum.
Il nome Axolotl deriva dal nahuatl, l'antica
lingua azteca, ci sono due teorie sulla sua traduzione, una che lo
fa corrispondere a Xolotl il nome del dio delle trasformazioni e
della morte ed una che lo traduce come "cane acquatico", dalla
combinazione di "atl" acqua e "xolotl" che significa anche cane.
Curiosamente negli Stati Uniti le larve neoteniche facoltative di
A. tigrinum una specie strettamente correlata a A. mexicanum
sono chiamate "Water dogs", per l'appunto cani d'acqua.
Gli Axolotl sono endemici dei laghi Chalco e
Xochimilco nel bacino del Messico. Dopo la crescita di Città del
Messico il solo lago Xochimilco è ancora visibile sotto forma di
canali. La popolazione selvatica, se ancora sopravvive, è protetta
dal CITES per i pericoli rappresentati dall'inquinamento e dalla
restrizione del suo biotopo. In natura lo stato di conservazione è
critico e potrebbero già essere estinti.
Sono utilizzati ampiamente in ricerca scientifica
soprattutto per le capacità rigenerative e per caratteristiche del
sistema immunitario, in particolare per studi di embriologia.
NEOTENIA OBBLIGATORIA – STADIO LARVALE PERMANENTE
La maggior parte degli anfibi va incontro ad un
processo di sviluppo, la metamorfosi, che da una larva acquatica
tipicamente immatura li porta all'adulto maturo. Alcuni anfibi, tra
cui gli axolotl, hanno sviluppato il fenomeno della neotenia che
consiste nel mantenimento di alcune caratteristiche larvali come le
branchie, le pinne e l'assenza di palpebre pur raggiungendo la
maturità sessuale e la taglia da adulto (a volte superando quella
che teoricamente potrebbero raggiungere in seguito a metamorfosi).
Gli axolotl quindi mantengono durante tutta la
vita uno stadio larvale tardivo. Sia la maturità sessuale, che
sopraggiunge entro l'anno e mezzo e i due, quanto la trasformazione
di alcuni tessuti ed organi (ad esempio i denti) in questa specie
avvengono durante lo stadio larvale e non come nella maggior parte
degli altri urodeli con la metamorfosi. Per questo gli axolotl sono
in grado di riprodursi senza passare attraverso una metamorfosi
propriamente detta. Un'altra denominazione per questa condizione è "perennibranchiata".
Sono completamente acquatici ed anche se posseggono polmoni
rudimentali respirano prevalentemente attraverso le branchie ed in
parte attraverso la pelle.
Le forme neoteniche derivano da specie a normale
metamorfosi, in particolare A.mexicanum probabilmente deriva
(o ha un progenitore molto vicino comune) da A. tigrinum/A.
mavortium, con il quale è strettamente correlato e con il quale
può accoppiarsi e dare prole fertile. Da notare che A.tigrinum
è considerato come neotenico facoltativo, nel senso che può
avere una vita larvale molto lunga, dai tre mesi ai tre anni, può
raggiungere la maturità sessuale durante la fase larvale ma
inevitabilmente si trasforma nella forma adulta terrestre.
Le acque dove vivono gli axolotl si trovano in
regioni molto secche. Intuitivamente quindi si capisce la difficoltà
della riproduzione da adulti terrestri, come avviene per la maggior
parte delle altre salamandre e questo può aver favorito il passaggio
alla condizione neotenica permanente. In molti anfibi la neotenia
sembra essere causata da bassi livelli di iodio nell'ambiente,
elemento essenziale dell'ormone tiroxina responsabile della
metamorfosi o a mutazioni casuali. Negli axolotl ed in altri urodeli
la causa è in un difetto genetico, che impedisce la produzione di
una quantità sufficiente della tiroxina. Se trattato con ormoni l'axolotl
metamorfosa, ma molto raramente lo fa spontaneamente.
VARIETA' DI COLORE
In commercio si trovano esemplari con vari colori
della livrea, che si discostano da quelli naturali e che sono stati
ottenuti dall'allevamento.
Colorazione selvatica
Colore di base grigio nero con eventualmente
macchie più chiare e più scure nella parte posteriore del tronco e
sulla coda. L'addome è grigio chiaro.
Bianco
Si tratta di albini parziali che presentano una
certa quota di melanina, soprattutto negli occhi, sulla parte
posteriore della testa, sulle zampe e sulle branchie.
Marrone
Non si sa se si tratta di una colorazione
aberrante di quella silvestre, o di una mutazione o di una
sottospecie o razza.
Giallo
Axolotl di Humphrey o axolotl "gialli", albini
totali. Mancano completamente di melanina. I responsabili della
colorazione giallo-arancio sono pigmenti gialli e rossi. Con il
passare dell'età diventano più chiari. Sono stati creati in
laboratorio da Humphrey nell'università dell'Indiana (USA) negli
anni sessanta mediante ibridazione di albini parziali di A.
mexicanum con un albino di A. tigrinum. sembra che tutti
gli albini totali derivino da quell'esperimento. In laboratorio
mediante incroci sono stati creati vari mutanti e ceppi con varie
caratteristiche fisiche e di colorazione. Ci sono per esempio
diverse varietà di albini.
MANTENIMENTO IN CATTIVITA'
In genere sono venduti ad una dimensione di 10-12
cm, ma possono arrivare in tre, quattro anni a 25-30 cm. E'
opportuno acquistare animali di almeno 20 cm, perché più resistenti
ed adattabili e perché quando raggiungono la maturità sessuale è più
semplice distinguerne il sesso.
Stando alla loro condizione di neotenia gli
axolotl richiedono un'ambientazione essenzialmente acquatica. Per il
mantenimento di una coppia adulta si suggerisce un acquario con una
capacità di almeno 100 litri.
Vivono in genere 8-10 anni, ma possono arrivare a
25.
MICROHABITAT
ACQUA
Non sono animali particolarmente esigenti per
quanto riguarda la qualità dell'acqua, anche se non deve essere
troppo dolce (blanda), deve essere libera da agenti inquinanti
soprattutto cloro e ammoniaca ed altri composti azotati. Come per la
maggior parte degli urodeli acquatici il pH non deve essere meno di
6, i valori ottimali sono 7,5-8.
Non sono molto efficienti nell'alimentarsi e
lasciano parecchi residui alimentari che sono notevolmente
inquinanti, perciò la quantità di cibo somministrata di volta in
volta va ben dosata e risulta quindi importante una corretta
filtrazione dell'acqua e cambi parziali relativamente frequenti.
FILTRAZIONE
Possono essere utilizzati vari sistemi di
filtraggio: filtri sottosabbia, filtri interni, filtri esterni. Gli
axolotl eliminano una notevole quantità di rifiuti metabolici, in
particolare in forma di ammoniaca (NH3). L'ammoniaca, molto tossica,
è in costante equilibrio con la sua forma ionizzata, lo ione ammonio
(NH4+), e attraverso la nitrificazione è convertita in nitriti
(NO2-) meno pericolosi per opera dei batteri Nitrosomonas, ed
in seguito in nitrati (NO3-) per opera dei batteri Nitrobacter.
I nitrati rappresentano una forma di azoto fissato disponibile per
piante e funghi. Questi batteri colonizzano vari materiali compresi
nei vari sistemi di filtraggio (cannolicchi, spugne etc.) e
rappresentano la base della cosiddetta filtrazione biologica.
Una filtrazione eccessiva può essere stressante
per questi animali sia per quanto riguarda un eccessivo turn-over
dell'acqua ed un'eccessiva corrente, sia per quanto riguarda un
eccesso di filtrazione biologica.
Gli axolotl non amano acque correnti, quindi il
turn-over dell'acqua non deve superare lo stretto necessario.
L'acquario va lasciato funzionare almeno due
settimane senza introdurre gli animali per permettere ai batteri di
colonizzare il filtro. Per il primo mese saranno effettuati cambi
regolari dell'acqua. Dopo uno o due mesi sarà cambiato circa il 20%
del volume d'acqua all'incirca una volta a settimana.
CARATTERISTICHE DELL'ACQUA
pH
Accettabile pH da 6,5 a 8,0
Ideale da 7 a 7,6
Il pH può influire sulla tossicità dell'ammoniaca, in particolare
più il valore di pH è alto più aumenta la tossicità dell'ammoniaca.
CLORO E CLORAMMINE
Il cloro è utilizzato per disinfettare l'acqua
potabile, quindi è presente in varie percentuali nell'acqua di
rubinetto. Le clorammine (NH2Cl, NHCl2, NCl3) sono una combinazione
tra cloro e ammoniaca e ioni ammonio. E' necessario l'utilizzo di un
declorinatore per rimuovere queste sostanze dall'acqua prima che sia
utilizzata nell'acquario.
In alternativa si può lasciare riposare l'acqua
per almeno 24 ore per permettere al cloro di dissiparsi. Le
clorammine impiegano molto più tempo quindi è consigliabile il
declorinatore. La maggior parte dei declorinatori oltre a rimuovere
cloro e clorammine rimuovono anche tracce di metalli come ferro,
mercurio, rame, piombo e manganese.
Le sostanze clorurate possono essere testate con
dei kit. E' importante controllare cloro e sostanze clorurate ogni
volta che si cambia l'acqua.
AMMONIACA, NITRITI E NITRATI
Queste tre sostanze entrano a far parte del ciclo
biologico dell'acquario.
AMMONIACA NH3
E' il principale prodotto di rifiuto prodotto
dagli axolotl, è molto tossica nella sua forma non ionizzata, NH3.
Un valore di pH basso significa un'alta concentrazione di ioni H+,
che risulta in un alto grado di ionizzazione di NH3 a ione ammonio
NH4+, meno tossico dell'ammoniaca. Al contrario alti valori di pH
significano alte concentrazioni di ammoniaca non ionizzata. Quindi
più alto è il pH più alto il pericolo di tossicità da ammoniaca.
Anche la temperatura influisce proporzionalmente
sulla tossicità. Alta temperatura, più alta tossicità. E'
consigliabile controllare l'ammoniaca almeno settimanalmente.
NITRITI NO2
Sono prodotti dall'ammoniaca per opera dei
batteri Nitrosomonas. Sono meno tossici dell'ammoniaca, ma
dovrebbero essere testati regolarmente.
NITRATI NO3
Sono i meno tossici di questo gruppo di composti
azotati. Sono prodotti dai nitriti ad opera dei batteri
Nitrobacter. Cambi d'acqua regolari e/o presenza di piante in
acquario normalizzano i valori. Anche se non particolarmente
tossici, possono diventarlo se raggiungono livelli eccessivi. Alti
livelli spesso sono denunciati da eccessiva crescita algale.
DUREZZA DELL'ACQUA
Si può definire come la quantità di sali
disciolti nell'acqua. Acque tenere contengono pochi sali disciolti
mentre acque dure ne contengono molti.
C'è correlazione tra acque tenere e pH acido e
acque dure e pH alcalino poiché i sali disciolti influiscono
sull'equilibrio degli ioni nell'acqua. Gli axolotl preferiscono
un'acqua mediamente dura.
I laboratori che utilizzano gli axolotl per
sperimentazione, utilizzano per il mantenimento di questi animali
due soluzioni:
|
Soluzione |
Componenti (100% per 1 litro d’acqua) |
|
Holtrefeter's |
NaCl, 3,46 .g
KCl, 0,05 .g
CaCl2, 0,1 .g
NaHCO3 0,2 .
g |
|
Steinberg's |
NaCl, 3,4 .g
KCl, 0,05 .g
Ca(NO3)2.4H2O, 0,08 .g
MgSO4.7H2O, 0,205 .g
Tris .
(tampone) 0,56.g
aggiungere HCl fino a pH 7,4 |
Soluzioni di Holtfreter modificate
- MgSO4 al posto di NaHCO3 stessa quantità.
40-50% per adulti, 20% per embrioni.
(Indiana University Axolotl Colony)
- Aggiunta di MgSO4 alla stessa quantità di
NaHCO3
Ci sono kit in commercio per verificare e
aggiustare la durezza dell'acqua.
CAMBI DELL'ACQUA
Cambiare almeno il 20 % dell'acqua
settimanalmente e testarla per i vari componenti.
RISCALDAMENTO E TEMPERATURA
La temperatura dell'acqua dovrebbe essere
mantenuta tra i 14 ed i 20°C. Temperature inferiori ai 14 °C portano
a diminuzione del metabolismo e dell'attività. Gli animali tendono a
diminuire l'assunzione di cibo o a cessare di alimentarsi.
Temperature superiori ai 24°C sono molto stressanti e portano gli
axolotl ad alimentarsi più frequentemente.
Fluttuazioni di temperatura di più di un paio di
gradi tra giorno e notte possono essere stressanti, è quindi
opportuno prestare attenzione alla variazione di temperatura
notturna anche se vi è una variazione di temperatura stagionale
(meglio sopportata).
In linea di massima quindi non è necessario
riscaldamento, una temperatura ambientale di18 °C è ottimale per
A. mexicanum. Le alte temperature inoltre influiscono sulla
tossicità dell'ammoniaca aumentandola.
ILLUMINAZIONE
Non necessitano di illuminazione particolare. Gli
axolotl, in particolare gli albini sono sensibili ad improvvisi
cambi dell'intensità luminosa.
SUBSTRATO
Il substrato più comunemente utilizzato è la
ghiaia. Ci sono pro e contro all'utilizzo di questo materiale.
Ghiaia a piccola granulometria può rendere problematico il
sifonamento del fondo e può essere ingerita. Si consiglia quindi
ghiaia grossa di circa 2 cm di diametro.
PIANTE
Se si desidera allestire l'acquario con piante,
dovranno essere scelte dure e resistenti. La presenza di piante può
essere utile per programmi di riproduzione, le femmine generalmente
depongono sulle foglie delle piante acquatiche. Per questa funzione
possono essere utilizzate anche piante sintetiche.
COINQUILINI
Compagni d'acquario per gli axolotl potrebbero
essere pesci o altri caudati. Sia i pesci che altre salamandre e
tritoni generalmente tendono a mordere le branchie e se di piccola
dimensione sono predati dagli axolotl.
Giovani axolotl di meno di 7,5 cm non dovrebbero
essere tenuti assieme sempre che non abbiano abbondante spazio. Se
di dimensioni simili tendono a mordicchiarsi piedi, branchie e
pinne, se di taglia diversa hanno una forte tendenza al
cannibalismo.
Axolotl di dimensioni maggiori possono essere
tenuti assieme, visto che la tendenza al cannibalismo diminuisce con
l'età, bisogna comunque assicurarsi che non abbiano differenze di
taglia tali da mangiarsi l'un l'altro.
ALIMENTAZIONE
Gli axolotl sono carnivori. Hanno denti
rudimentali disegnati per afferrare più che per mordere o strappare.
Quindi il cibo è generalmente inghiottito intero, tramite un
meccanismo "a vuoto" il cibo è aspirato con una rapida apertura
della bocca.
Non vedono particolarmente bene ma reagiscono a
segnali olfattori e tattili con rapida apertura e chiusura della
bocca. Hanno un comportamento alimentare piuttosto frenetico ed è
piuttosto semplice abituarli ad alimenti non vivi. Durante la
frenesia alimentare può accadere che soggetti tenuti in comunità si
feriscano tra loro, spesso amputandosi arti e frammenti di coda.
Durante la fase acquatica il potere rigenerativo di questi animali è
notevole.
Dovrebbero essere alimentati 2-3 volte a
settimana. Si nutrono sia di prede vive sia di cibo a base animale
(preparati commerciali, porzioni di animali, animali morti). Il
movimento delle prede vive costituisce comunque uno stimolo.
Le fonti di cibo di origine acquatica possono
essere a rischio per la diffusione di malattie, in particolare i
pesci e le fonti di cibo provenienti da acque che contengono pesci,
perché molte delle malattie che colpiscono i pesci possono colpire
anche gli axolotl.
ALIMENTI
LOMBRICHI
Sono una buona fonte di cibo. Attenzione agli
inquinanti ambientali se sono prelevati in natura. Preferibilmente
andrebbero allevati "in casa". Dal punto di vista nutrizionale hanno
un buon contenuto in proteine, pochi grassi, sono ben digeribili e
con un buon contenuto in calcio (con possibilità di aumentarlo a
seconda della composizione del terreno di allevamento e della
dieta). A seconda della dimensione del lombrico e dell'axolotl vanno
eventualmente tagliati perché non sono in grado di tagliarli con la
bocca.
TUBIFEX
Sono accettati bene dagli axolotl, ma non sono
ben bilanciati e possono trasmettere parassiti, batteri ed altre
malattie. Sembra inoltre che i tubifex vivi possano attaccare le
uova degli axolotl. I tubifex congelati possono essere più sicuri
dal punto di vista sanitario.
LARVE DI CHIRONOMIDI
Rappresentano un cibo nutriente e ben bilanciato.
Sono commercializzati congelati.
LUMBRICULUS spp.
Sono gli equivalenti acquatici dei lombrichi. Il
valore nutrizionale è simile a quello dei lombrichi.
VERMI BIANCHI – ENCHITRAEYDAE
Tendono ad essere troppo ricchi in grassi.
DAPHNIA
Buona fonte di cibo, per gli animali giovani fino
ad una quindicina di centimetri (più grandi tendono a non notarle).
Possono essere facilmente allevate in casa.
ARTEMIA SALINA
Buona fonte di cibo. Possono essere facilmente
allevate in casa. Hanno scarsa sopravvivenza in acqua dolce. Sono
vendute anche congelate. Inquinano parecchio l'acqua.
PICCOLI PESCI
Potenzialmente possono trasmettere patologie
comuni. Piccoli pesci vivi sono predati attivamente, soprattutto di
notte. Può essere utile in caso di assenze lasciare piccoli pesci
vivi nell'acquario degli axolotl tipo gambusie o guppy, come fonte
di cibo.
MOLLUSCHI (anche congelati)
GAMBERETTI ED ALTRI CROSTACEI
PELLETTATI PER PESCI CARNIVORI
PELLETTATI PER TARTARUGHE ACQUATICHE
CUORE DI MANZO TAGLIATO IN STRISCIOLINE
LARVE DI T. MOLITOR
Sono accettate ma l'esoscheletro chitinoso è
scarsamente digeribile. Non sono nutrizionalmente ben bilanciate.
In linea generale gli axolotl necessitano di cibo
di buona qualità, vario e con basso contenuto di grassi. Bisogna
prestare attenzione agli alimenti congelati (in particolare tubifex
e larve di chironomidi) perché possono essere contaminati con
protozoi resistenti anche a bassissime temperature. Ad esempio
Trichodina spp., che sono anche parassiti dei pesci. Si
sviluppano rapidamente nell'acqua dell'acquario e provocano lesioni
all'interno della bocca e sulle branchie che possono infettarsi
secondariamente.
RIPRODUZIONE
Gli axolotl possono raggiungere la maturità
sessuale tra i 6 ed i 18 mesi. In linea di massima iniziano a
maturare quando raggiungono i 18 - 20 cm di lunghezza. Le femmine
tenute nelle medesime condizioni di solito maturano un paio di mesi
più tardi. Nei maschi maturi, le ghiandole cloacali gonfie per la
produzione di spermatozoi permettono facilmente la distinzione. Le
femmine hanno un aspetto più arrotondato. Si consiglia di non farli
accoppiare fino a che non abbiano raggiunto almeno i 18 mesi. Questo
dà loro tempo di raggiungere la taglia e le condizioni fisiologiche
ideali. In generale le femmine non dovrebbero essere fatte
accoppiare finché non abbiano raggiunto la taglia massima.
Per la maggior parte degli autori la stagione
riproduttiva per gli axolotl cade tra dicembre e giugno. Comunque
possono accoppiarsi tutto l'anno, anche se i successi maggiori si
hanno nella prima parte dell'anno.
METODI PER INDURRE L'ACCOPPIAMENTO
Alcuni (Indiana University Axolotl Colony)
suggeriscono cambi nel fotoperiodo per scatenare la deposizione. I
maschi e le femmine sono sottoposti a una diminuzione della luce
diurna per alcune settimane, dopodiché viene rialzata. Una volta
tornati al fotoperiodo abituale si fa incontrare la coppia ed il
corteggiamento di solito ha inizio.
Altri (P. W. Scott et alii) suggeriscono
un rapido cambio di temperatura per scatenare il comportamento
riproduttivo. La coppia viene tenuta per poche settimane a circa
20-22°C, poi viene trasferita in un acquario con temperatura più
bassa di almeno 5°C (12-14°C). Sembra però che lo shock termico
stimoli solamente il maschio.
Mantenimento della coppia assieme per tutto
l'anno
La temperatura non è strettamente regolata,
cosicché varia con la stagione. Circa 10°C (se possibile 5°C)
durante i mesi più freddi e 20-24°C durante la parte più calda
dell'anno (estrema variabilità a seconda della latitudine).
L'esposizione alla luce e fotoperiodo naturale con le sue variazioni
durante tutto l'anno ponendo l'acquario in posizione tale che riceva
luce naturale sembra molto utile perché la luce sembra avere
un'importanza almeno pari alla temperatura nello stimolare la
stagione riproduttiva. In queste condizioni di solito si ottiene la
deposizione a primavera quando la temperatura sale e supera i 12°C.
Gli axolotl possono comunque decidere di deporre
senza nessun motivo particolare. La riproduzione non necessariamente
significa che gli axolotl si trovano bene nell'ambiente artificiale.
ACCOPPIAMENTO
La vasca dovrebbe essere posta in una stanza
senza traffico in modo che la coppia non venga disturbata. Delle
lastre di ardesia o di pietra ruvida dovrebbero essere piazzate sul
fondo della vasca per permettere ai maschi di attaccarvi le
spermatofore. Queste ultime sono dei pacchetti di spermatozoi
attaccati all'apice di un cono di gelatina che il maschio attacca a
varie superfici, in numero da 5 a 25. L'accoppiamento inizia con il
maschio che nuota attorno alla femmina, sollevando la coda e
agitandola vigorosamente. Dà dei colpetti all'apertura cloacale
della femmina e la conduce in giro per la vasca per farle
raccogliere le spermatofore. Anche la femmina può dare dei colpetti
all'apertura cloacale del maschio e questo può portare ad un
prolungamento della danza di corteggiamento La femmina raccoglie le
spermatofore e le introduce nella cloaca, quindi la fertilizzazione
è interna.
DEPOSIZIONE ED INCUBAZIONE
In un arco di tempo tra poche ore ed un paio di
giorni dall'accoppiamento, la femmina deposita le uova una ad una.
La vasca da riproduzione dovrebbe essere fornita
di piante (vanno bene anche quelle artificiali) alle cui foglie le
femmine possano attaccare le uova. In mancanza di piante le uova
vengono deposte su piante, pietre, tubi o pareti del recipiente. Il
numero di uova deposte può essere 100-200 (fino a più di 1000). Dopo
la deposizione bisogna separare i genitori perché possono mangiare
uova e larve. Le uova si sviluppano meglio quando sono attaccate a
piante perché la circolazione dell'acqua attorno a loro garantisce
un migliore scambio di gas. Se vengono tenute in acqua ben areata,
schiudono per la maggior parte.
E' consigliare fornire l'acquario di una pompa
con pietra porosa, l'importante è che non sia eccessivamente potente
da determinare un'eccessiva turbolenza dell'acqua. Il periodo di
incubazione varia a seconda della temperatura dell'acqua, comunque
generalmente è di circa tre settimane. A 20°C le uova dovrebbero
schiudersi in circa 14 giorni.
I neonati per i primi giorni sfruttano la riserva
vitellina per nutrirsi. Quando cominciano a nuotare liberamente
andranno nutriti con nauplii di Artemia salina o dafnie.
Nei primi giorni di vita l'alimentazione può
essere problematica, soprattutto in animali con variazioni di
colore.
La sopravvivenza delle larve è del 50-70%. Le
perdite possono essere dovute a cannibalismo tra le larve, infezioni
micotiche e batteriche, difetti genetici. I cannibali sono
facilmente riconoscibili perché hanno un tasso di crescita
notevolmente maggiore degli altri. In condizioni di
sovrappopolazione sono frequenti mutilazioni a branchie ed arti.
Le ferite recuperano piuttosto velocemente grazie
alla notevole capacità rigenerativa di questi animali.
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