L’acquario
tropicale d’acqua dolce
Marta Avanzi, Med Vet

Indice
Collocazione dell’acquario
Acquisto della vasca e degli
accessori
Substrato
Arredo
Piante
Temperatura
Riscaldatori
Pompa dell’aria
Illuminazione
Filtrazione
Verifica della qualità
dell’acqua
Salinità
Avvio dell’acquario – Il ciclo dell’azoto
Come aggiungere i pesci nella
vasca
Manutenzione dell’acquario
I
cambi dell’acqua
I prodotti
chimici utilizzati per l’acquario
Problemi legati
alla qualità dell’acqua
Pulizia della vasca
Riassunto delle
procedure di allestimento dell’acquario
Alimentazione
Collocazione dell’acquario
Il primo passo nell’allestimento
dell’acquario è la scelta della collocazione, da fare prima di
qualunque altra operazione. Una volta riempito e allestito,
l’acquario è molto pesante e per spostarlo lo si deve svuotare,
pertanto il posto va scelto in anticipo con cura.
Una sistemazione non corretta può
comportare diversi problemi di gestione. L’acquario necessita in
genere di una temperatura stabile in quanto variazioni brusche della
temperatura dell’acqua influiscono negativamente sui pesci, in
particolare sul loro sistema immunitario. Il sistema di
riscaldamento può non riuscire a mantenere un’adeguata temperatura
se la stanza è molto fredda. Una stanza troppo calda al contrario
causerà un eccessivo aumento di temperatura, con altri effetti
negativi legati in particolare al maggior consumo di ossigeno. La
luce solare diretta può scaldare in modo pericoloso l’acqua,
pertanto la sistemazione accanto ad una finestra o in punti in cui
batte il sole in generale è da evitare. La luce solare inoltre
determina una proliferazione eccessiva di alghe.
Le porte possono rappresentare un
pericolo sia per le correnti d’aria sia per la possibilità che le
maniglie sbattano contro il vetro, rompendolo.
L’acquario va ovviamente collocato
in una zona dove possa essere visto, ma un movimento eccessivo di
persone (o di animali come cani e gatti) può spaventare i pesci e
stressarli, con conseguenze molto nocive per la loro salute. I
bambini in particolare possono rappresentare un fastidio per i pesci
o addirittura un pericolo, non solo spaventandoli ma anche gettando
vari oggetti o sostanze più o meno pericolose nell’acqua, comprese
dosi massicce di mangime, o giocherellando con il regolatore del
riscaldatore e cuocendo i pesci.
L’acquario va appoggiato su un
ripiano ben solido, impossibile da rovesciare se qualcuno
inavvertitamente vi sbatte contro. Una vasca piena d’acqua è molto
pesante e va posta su un sostegno in grado di reggerne il peso, cosa
che in genere i mobili di casa non sono in grado di fare,
soprattutto per le vasche più grandi (per questo motivo di solito
insieme all’acquario si acquista l’apposito mobile di sostegno). La
vasca deve essere su un piano perfettamente orizzontale, altrimenti
con il tempo può rompersi; una livella può essere molto utile per
verificare la sistemazione.
È bene lasciare sufficiente spazio
intorno alla vasca per raggiungere senza difficoltà tutte le pareti,
per permettere la pulizia esterna dei vetri o asciugarli in caso di
necessità e per maneggiare agevolmente tubi e cavi.
Nelle vicinanze devono essere
disponibili delle prese elettriche in buone condizioni per inserire
le varie apparecchiature. Può essere eventualmente utile richiedere
l’assistenza di un elettricista per installare un pannello con prese
multiple a regola d’arte.

Acquisto della vasca e degli accessori
La scelta delle dimensioni varia
secondo le possibilità economiche e di spazio. È importante tenere
presente che, anche se può sembrare il contrario, più piccolo è
l’acquario più è difficile mantenervi condizioni ambientali adeguate
perché in caso di problemi i parametri dell’acqua si alterano molto
più rapidamente. Di conseguenza è preferibile comprare l’acquario
più grande che ci si può permettere in termini di spesa e di spazio,
tenendo conto anche della possibilità di trovare una sistemazione
adeguata in rapporto al peso: gli acquari più sono grandi più,
ovviamente, sono pesanti.
Le dimensioni della vasca variano
con il numero e le dimensioni dei pesci che intendiamo introdurvi,
ma anche con la specie di pesce. In generale si consiglia un
determinato numero minimo di litri per centimetro di pesce (coda
esclusa); 8-10 litri per 2,5-3 cm di pesce sono sufficienti nel caso
di piccoli pesci come piccoli ciclidi e ciprinidi tropicali, ma nel
caso dei ciclidi più grandi ne sono necessari almeno 18 e i
ciprinidi d’acqua fredda, come i pesci rossi, ne richiedono il
doppio. Ne consegue ovviamente che in una vaschetta di piccole
dimensioni il numero di pesci che possono vivere adeguatamente è
molto piccola. Nel calcolare il numero di pesci occorre tenere anche
presente la crescita dei pesci.
Il design è importante per quanto
riguarda il rapporto tra il volume dell’acqua e la sua superficie.
Maggiore è la superficie, migliori sono gli scambi gassosi e
l’areazione dell’acqua, pertanto acquari alti e stretti sono
sconsigliabili. Tali acquari possono inoltre essere difficili da
pulire e decorare per l’impossibilità di raggiungere il fondo con le
mani.
Quando si calcola lo spazio a
disposizione per sistemare la vasca si devono sempre tenere in mente
una ventina di centimetri in più per la sistemazione dei vari
apparecchi e la manutenzione.
Gli acquari possono essere forniti
con un coperchio che contiene le lampade, il vassoio per la raccolta
dell’acqua di condensa e aperture per il passaggio di cavi e tubi
per i filtri e le pompe. In caso contrario il coperchio va
acquistato separatamente e quindi allestito con l’occorrente.
Il nuovo acquario va testato per
la presenza di eventuali perdite ponendolo sopra dei fogli di carta
da giornale e riempiendolo d’acqua. Se dopo 24 ore la carta è
bagnata significa che vi sono perdite.
Se si decide di porre l’acquario
sopra un mobile, questo deve essere particolarmente robusto e
perfettamente livellato. È quindi preferibile acquistare gli
appositi mobili per acquari, perché quelli di casa possono rovinarsi
con il peso della vasca piena d’acqua.
Dimensioni della vasca e
capacità
|
Dimensioni in cm |
Volume
in litri |
Peso
dell’acqua in kg |
|
60 x 30 x 30 |
55 |
55 |
|
60 x 30 x 38 |
68 |
68 |
|
90 x 30 x 30 |
82 |
82 |
|
90 x 30 x 38 |
104 |
104 |
|
120 x 30 x 30 |
109 |
109 |
|
120 x 30 x 38 |
136 |
136 |
Oltre alla vasca, e all’eventuale
mobile di sostegno, occorre comprare una serie di accessori:
- coperchio (se non è compreso
nella vasca)
- filtri (compreso il materiale
dei filtri come carbone attivo, cannolicchi, lana di perlon ecc.)
- luci
- riscaldatore
- termometro
- biocondizionatori
- substrato
- elementi di arredo (legni,
rocce, ecc.)
- piante
- raschietti per la pulizia dei
vetri (calamitati e a lama)
Altre cose necessarie son una
retina per prendere i pesci, alimenti di vario tipo, i kit per
testare la qualità dell’acqua, taniche, sifoni e tubi per il
ricambio dell’acqua.
Substrato
La scelta del substrato è
importante quanto fornire l’acqua con le corrette caratteristiche.
Alcuni materiali possono, infatti, alterare il pH dell’acqua, quindi
è importate controllare con il rivenditore di utilizzare il tipo
giusto secondo la specie di pesci. Il comune ghiaino per acquari non
modifica il pH ed è il materiale migliore per gli acquari d’acqua
dolce. Il ghiaino deve essere di piccole dimensioni per evitare che
intrappoli i detriti organici, inquinando l’acqua con prodotti della
decomposizione. Il ghiaino di grosse dimensioni è inoltre difficile
da aspirare per la pulizia.
Al contrario, materiale troppo
fine ostruisce rapidamente il flusso dell’acqua se finisce nel
filtro sotto-ghiaia (se questo è presente).
Prima di aggiungere il ghiaino
all’acquario lo si deve risciacquare con acqua corrente più volte,
fino a che l’acqua di risciacquo appare limpida.
La quantità di ghiaino può essere
di circa 4-5 cm di spessore se non si usa un filtro sotto-ghiaia,
altrimenti deve essere di 6 cm.

Arredo
I vari elementi decorativi da
aggiungere alla vasca, se ben arrangiati, possono trasformare una
semplice vasca di vetro in un bellissimo elemento dell’arredo, ma
per prima cosa bisogna tener presente il benessere dei pesci. Non si
deve sovraffollare la vasca di rocce e legni, cosa che rende
difficile la pulizia e può causare problemi ai pesci. Si deve anche
tenere presente che oggetti voluminosi tolgono acqua ai pesci:
maggiore è la quantità di oggetti, minore è l’acqua che la vasca può
contenere.
Gli elementi dell’arredo hanno
anche l’importante funzione di fornire ai pesci rifugi e
nascondigli, la cui presenza è indispensabile al benessere di molte
specie. In caso di specie aggressive, la presenza di nascondigli
evita che specie più timide vengano eccessivamente molestate e
stressate, favorendo una più pacifica convivenza.
L’arredo va scelto con attenzione
perché può causare molti problemi. Le rocce possono con il tempo
disgregarsi e rilasciare particelle inquinanti, in particolare
metalli pesanti. Certe rocce, come quelle contenenti carbonato,
possono aumentare il pH dell’acqua. Alcuni legni possono rilasciare
tannini, che diminuiscono il pH. Se gli oggetti contengono aperture,
o non sono collocati con cura, possono intrappolare i pesci. Gli
allestimenti delle rocce per creare grotte possono crollare ferendo
i pesci.
Rocce
Le rocce oltre che avere funzione
decorativa possono essere utili per dividere lo spazio in modo da
permettere ai pesci di nascondersi dai soggetti più aggressivi. Nei
negozi specializzati si trovano rocce già pulite perché non si
sbriciolino e che possono essere utilizzate con sicurezza perché non
alterano il pH dell’acqua, come granito e ardesia. Si possono
utilizzare anche sassi di fiume, dopo averli accuratamente puliti e
lasciati ad asciugare al sole.
Legni
I pezzi di legno sono un ottimo
elemento decorativo e nei negozi specializzati ve ne sono di molti
tipi e dimensioni, sia naturali - trattatati perché non galleggino -
che artificiali. Si possono utilizzare pezzi di legno raccolti lungo
i fiumi, che però possono avere il problema di galleggiare. Se dopo
averli lasciati immersi nell’acqua non restano a fondo si possono
ancorare alle rocce. Poiché alcuni tipi di legno possono rilasciare
nell’acqua sostanze che ne alterano il pH, come i tannini, nel
dubbio si può trattare il legno con vernice al poliuretano, che
sigilla il legno. Si devono stendere almeno tre mani di vernice,
lasciando che ciascuna asciughi completamente prima di stendere la
successiva.
Altri elementi decorativi
Oggetti della casa o altri tipi di
oggetti non specificatamente ideati come decorazioni per acquari
possono contenere vernici o parti metalliche che rilasciano
nell’acquario particelle tossiche, mortali per i pesci, pertanto è
bene evitare di utilizzarli per non correre rischi inutili.
Decorazioni da acquario come
forzieri del tesoro, anfore, castelli, sirene, navi affondate,
scheletri, conchiglie finte, sono in genere di dubbio gusto e non
migliorano affatto l’aspetto dell’acquario.
Non si devono usare come elementi
decorativi conchiglie trovate sulla spiaggia: possono contenere
batteri nocivi.

Piante
Si possono inserire nell’acquario
sia piante artificiali che vere. Ogni tipo comporta vantaggi e
svantaggi che è opportuno conoscere per effettuare la scelta più
adatta.
Piante artificiali
Le piante artificiali che si
trovano attualmente in commercio sono di fattura tale da
rivaleggiare come aspetto con quelle vere. Hanno il vantaggio che
durano sempre, sono facili da pulire, non richiedono sforzi per
prendersene cura, non vengono mangiate o danneggiate dai pesci e
possono essere facilmente spostate in caso di necessità (ad esempio
per una pulizia approfondita). Per motivi estetici, è preferibile
evitare piante artificiali di scarsa qualità, che con il loro
aspetto “finto” rovinano il look dell’acquario.
Piante vere
Le piante vere hanno il grande
vantaggio di aiutare ad eliminare le sostanze nocive dall’acquario
perché abbassano il livello di nitrati e competono con le alghe
riducendone la proliferazione. D’altro lato alcuni pesci si nutrono
di piante e le possono rovinare, mentre altri amano scavare il
substrato e le possono sradicare.
Si devono scegliere piante
specifiche per acquari e non utilizzare piante da appartamento che
in acqua tendono a marcire. Le piante devono apparire sane, senza
parti rinsecchite o foglie ingiallite o con fori o lacerazioni, con
lo stelo o la punta danneggiati. Le piante devono avere abbastanza
spazio per poter crescere. Il substrato migliore per le piante
consiste in 5-6 cm di ghiaino fino o sabbia grossolana, per
permettere una buona circolazione dell’acqua e un adeguato sviluppo
delle radici. La sistemazione delle piante deve seguire gli stessi
principi del giardinaggio: ogni pianta va collocata individualmente,
lasciandole abbastanza spazio per crescere e per permettere alla
luce di arrivare fino al fondo. La pianta può essere divisa nei
singoli rami, da piantare uno ad uno distanziandoli perché abbiano
sufficiente spazio. Se i rami sono troppo fitti alla fine le foglie
più basse finiscono per ingiallire e marcire. Prima di collocare le
piante nel ghiaino è meglio togliere il cestello di plastica che le
contiene e separarle delicatamente, sistemandole singolarmente.
Le piante più alte vanno collocate
contro il fondo, in modo da creare una sorta di parete vegetale: le
piante medie e basse vanno collocate davanti a queste.
Le piante vanno concimate con
prodotti specifici per piante da acquario; non si devono usare i
concimi per piante da appartamento perché contengono livelli d
fosfati dannosi per i pesci. Un importante integratore è
rappresentato dal ferro, necessario per la produzione di clorofilla
per la fotosintesi; gli integratori di ferro si trovano in vendita
nei negozi per acquari. Le indicazioni per l’utilizzo del ferro
vanno seguite con cura, perché un eccesso di questo fertilizzante
causa problemi alle piante.
Ogni pianta ha delle specifiche
necessità per quanto riguarda la temperatura, pertanto prima di
acquistarle si deve verificare che siano compatibili con le
richieste di temperatura dei pesci. Anche il grado di illuminazione
richiesto varia secondo la specie vegetale, quindi si devono
acquistare piante che abbiano le stesse richieste.
Le sostanze a base di sali, rame e
metalli usate per il trattamento dei pesci sono molto tossiche per
le piante; se si rendono necessari questi trattamenti è opportuno
porre i pesci in una vasca a parte.

Temperatura
I pesci sono animali ectotermi,
vale a dire che non sono in grado di mantenere una determinata
temperatura tramite le attività metaboliche, come fanno mammiferi e
uccelli: la loro temperatura corporea è simile a quella dell’acqua
in cui vivono. In genere ogni pesce necessita di uno specifico range
di temperatura dell’acqua per poter svolgere in modo adeguato tutte
le sue funzioni metaboliche. Questo range può essere molto ristretto
(pesci stenotermici) come ad esempio i Discus, in cui è di 28-31°C,
oppure molto ampio (pesci euritermici), anche di decine di gradi.
La temperatura dell’acqua
influenza direttamente tutta l’attività metabolica, compreso il
sistema immunitario. Ne consegue che se la temperatura dell’acqua è
inadeguata per la specie, si verifica una maggior suscettibilità
alle infezioni. Alcune malattie virali si verificano a specifiche
temperature, e possono essere combattute abbassando o innalzando la
temperatura dell’acqua.
I pesci d’acqua fredda, come le
carpe koi e i pesci rossi, vanno tenuti a 17-21°C. In generale i
pesci tropicali vanno mantenuti ad una temperatura di 23-26°C. A
temperature troppo basse si verifica una diminuzione del metabolismo
e un’alterazione del sistema immunitario, che predispone alle
infezioni. Se la temperatura è troppo alta aumenta il metabolismo e
il consumo di ossigeno. Poiché la solubilità dell’ossigeno (e quindi
la sua disponibilità per i pesci) diminuisce all’aumentare della
temperatura, se questa è troppo alta i pesci possono andare in
carenza di ossigeno.
Le variazioni di temperatura
devono sempre essere graduali. Una variazione di 5-6° richiede
diverse ore. L’aggiunta di sale all’acqua aiuta i pesci ad adattarsi
al cambio di temperatura.
Un aumento di temperatura a volte
viene impiegato nel controllo dei parassiti esterni, poiché ne
accelera il ciclo vitale aiutando quindi una loro più rapida
eliminazione. Occorre però valutare gli effetti negativi quali minor
disponibilità di ossigeno, aumento del tasso metabolico, ecc.).
Riscaldatori
Poiché i pesci tropicali
richiedono temperature medie di 25°C, superiori a quella ambientale
media di 18-21°C, è necessario inserire nella vasca un riscaldatore.
Il riscaldatore è composto da un tubo di vetro a chiusura ermetica
che contiene un elemento elettrico avvolto intorno a un nucleo di
ceramica. In cima si trova una valvola per regolare la temperatura.
L’apparecchio è dotato di termostato, in modo da mantenere costante
la temperatura desiderata.
È consigliabile utilizzare due riscaldatori contemporaneamente, in
modo che se uno si guasta l’altro è comunque in grado di mantenere
l’acqua alla corretta temperatura evitando la morte dei pesci.
Secondo la temperatura del locale in cui viene tenuta la vasca, sono
necessari 1-2 watt di potenza per litro d’acqua. Il riscaldatore è
un apparecchio importante e si deve acquistare un prodotto di
elevata qualità.
Il riscaldatore non va rimosso
della vasca prima di averlo scollegato dalla presa per almeno 20
minuti, e la prima volta che lo si inserisce in una vasca prima di
metterlo in funzione lo si deve lasciare nell’acqua per almeno 20
minuti. Non si deve mai accendere il riscaldatore se non è immerso
in acqua. Il riscaldatore va fissato alla parete dell’acquario
tramite le apposite ventose. Alcuni produttori consigliano di
applicarlo inclinato, in modo da riscaldare meglio l’acqua (in
quanto il calore tende a salire verso l’alto). Si deve lasciare un
piccolo spazio tra la parte inferiore del riscaldatore e il
substrato per evitare che si surriscaldi. L’acqua deve potere fluire
liberamente intorno al riscaldatore, senza essere ostacolata dalle
decorazioni dell’acquario.
Se il riscaldatore non ha un
termometro annesso, si deve applicarne alla vasca uno a parte.
L’attento monitoraggio della temperatura è di importanza
fondamentale per evitare gravi problemi nell’acquario.

Pompa
dell’aria
Le pompe dell’aria aggiungono
all’acqua bolle d’aria e smuovendo l’acqua in modo da favorire il
ricambio d’aria e l’ossigenazione. Possono anche essere impiegate
per far funzionare i filtri al posto del motore. Per evitare che in
caso di mancanza di corrente si rovinino vanno poste a circa metà
altezza dell’acquario. Un altro sistema consiste nell’utilizzare una
valvola unidirezionale che impedisce all’acqua di refluire nella
pompa.
Illuminazione
L’illuminazione dell’acquario è
importante ai fini estetici, ma indispensabile per permettere la
crescita delle piante. Le lampade migliori, come resa e costo, sono
quelle al neon. Sono durature, non emettono troppo calore e fanno
risaltare i colori naturali di pesci e piante. Vanno sostituite ogni
6-8 mesi perché, pur continuando ad emettere luce, perdono parte
dello spettro luminoso. È indispensabile acquistarle in un negozio
specializzato perché le lampade fluorescenti normali non sono adatte
agli acquari. Le lampade vengono tenute in funzione 10-15 ore al
giorno.
Filtrazione
La qualità dell’acqua è la
caratteristica più importante per la salute dei pesci d’acquario.
Circa l’80% delle malattie dei pesci sono causate da
un’insufficiente qualità dell’acqua. I problemi possono derivare
direttamente dalle condizioni dell’acqua (es. eccesso di ammoniaca,
insufficiente ossigeno, troppo cloro) o indirettamente a causa dello
stress cronico che determina immunodepressione, oppure favorendo la
crescita di microrganismi opportunisti, quali batteri, protozoi e
funghi.
Una cattiva qualità dell’acqua può
essere secondaria a sovraffollamento, eccesso di cibo, inadeguato
sistema di filtrazione.
L’impiego dei filtri è essenziale
per mantenere la qualità dell’acqua; poiché l’acquario è un sistema
chiuso, senza filtri l’acqua si saturerebbe ben presto di sostanze
tossiche derivare dai prodotti del metabolismo dei pesci e dai
residui di cibo putrefatti. I filtri assolvono diverse funzioni:
· favorire
il ciclo dell’azoto (che rimuove ammoniaca e nitriti) fornendo un
substrato ai batteri,
· rimuovere
i detriti organici,
· aerare
l’acqua creando un flusso d’acqua che fornisce ossigeno e aiuta
l’eliminazione dell’anidride carbonica favorendo gli scambi gassosi
sulla superficie dell’acqua.
Esistono molti tipi di filtri, che
possiamo raggruppare in tre tipi: biologico, chimico e meccanico,
che possono essere usati singolarmente o in associazione; inoltre
uno stesso filtro può avere più funzioni. Il filtro biologico è
indispensabile in tutti gli acquari; a questo possono essere
affiancati gli altri, in base alla densità degli animali.
Filtro biologico
Il filtro biologico ha la funzione
di fornire ai batteri nitrificanti acqua, ossigeno e soprattutto una
superficie su cui aderire e moltiplicarsi. I batteri nitrificanti,
diverse specie di batteri non patogeni, utilizzano l’ammoniaca
prodotta dai pesci e la trasformano in nitriti. Altri tipi di
batteri a loro volta trasformano i nitriti in nitrati, che hanno una
bassa tossicità. Ammoniaca e nitriti sono invece sostanze tossiche
che se si accumulano nell’acquario causano danni ai pesci. Il ruolo
dei batteri nitrificanti è essenziale nell’acquario che senza il
loro intervento non potrebbe sostenere la vita dei pesci. Questi
batteri non riescono ad operare a valori di pH inferiori a 6 o
superiori a 9 e sono inoltre sensibili ai trattamenti antibatterici
eseguiti nella vasca.
Il potere di filtrazione del
filtro biologico non è correlato alla sua dimensione, bensì alla
superficie del mezzo filtrante su cui possono aderire i batteri.
Esistono diversi tipi di filtri biologici, il più semplice dei quali
è rappresentato da una spugna. Nei filtri annessi alla vasca si
usano in genere cannolicchi di ceramica; in commercio si trovano
anche cannolicchi ultra porosi, che però non sono indicanti nelle
vasche con molte piante. I cannolicchi non vanno mai lavati per non
eliminare i batteri.
Filtro meccanico
Il filtro meccanico ha la funzione
di intrappolare, e quindi eliminare dall’acqua della vasca, i
detriti organici; è utile soprattutto con pesci che sporcano molto,
come gli oscar. Può essere fatto di spugna, lana di perlon, schiuma
sintetica, fibra di nylon o altri materiali. Funziona anche come
filtro biologico grazie ai batteri che ne ricoprono la superficie.
Ne esistono vari tipi secondo le dimensioni dell’acquario. Per le
piccole vasche vi sono filtri a canestro contenenti una spugna, da
inserire nell’acqua, mentre gli acquari più grandi sono dotati di
uno scomparto adibito a contenere il sistema di filtrazione.
Un buon filtro ricicla il volume
d’acqua dell’acquario almeno 8 volte all’ora. Nella confezione sono
indicati i litri d’acqua che il filtro tratta per ora e le
dimensioni della vasca per cui il filtro è ideato.
È necessario che questo tipo di
filtro venga tenuto pulito, lavando o sostituendo il materiale
filtrante, altrimenti blocca il flusso dell’acqua. La frequenza
della pulizia dipende dalle dimensioni della vasca e da quantità e
dimensioni di pesci e piante.
Filtro chimico
Il filtro chimico ha la funzione
di adsorbire le sostanze tossiche e i minerali dissolti nell’acqua.
È fatto di solito con granuli di carbone attivo contenuti in una
rete a maglie fitte. Questo tipo di filtro ad un certo punto
raggiunge il limite di capacità di assorbimento (secondo la densità
dei pesci) e va sostituito, altrimenti inizia a rilasciare
nell’acqua le sostanze adsorbite, il che può causare la morte dei
pesci. La sostituzione va in media effettuata una volta al mese.

I filtri possono essere interni ed
esterni e come suggerisce il nome possono essere sistemati dentro la
vasca o esternamente. Devono essere posizionati in modo da essere
facilmente accessibili per le periodiche operazioni di manutenzione.
A parte la collocazione, il
principio del funzionamento è lo stesso: l’acqua entra nel filtro,
attraversa il mezzo filtrante e ritorna all’acquario. Il filtro è
azionato da un motorino.
I filtri interni si impiegano
negli acquari di piccole dimensioni. Contengono una spugna che
agisce come substrato per i batteri del ciclo dell’azoto e che può
essere facilmente rimossa per la manutenzione. Il motore del filtro
è isolato ermeticamente per poter restare immerso nell’acqua e fa
fissato saldamente con ventose alla parete dell’acquario. Il filtro
non deve mai essere messo in funzione nella vasca vuota perché si
danneggerebbe. Tra la base del filtro e il substrato della vasca ci
deve essere dello spazio che permetta all’acqua di circolare
liberamente. Poiché i vari modelli possono variare, prima di
inserire il filtro occorre leggere con attenzione le istruzioni
fornite dalla ditta.
Un tipo di filtro meccanico è il
cosiddetto filtro sotto-ghiaia, che consiste nell’utilizzare la
ghiaia del fondo come mezzo filtrante facendovi circolare l’acqua
tramite una pompa. Funziona principalmente come filtro biologico
perché la ghiaia funge da substrato per i batteri. La sua utilità ed
efficacia tra gli acquariofili è molto controversa.
Verifica della qualità
dell’acqua
Ammoniaca
L’ammoniaca è il prodotto finale
del metabolismo dei pesci ed è una sostanza tossica a concentrazioni
relativamente basse, soprattutto se il pH dell’acqua supera il
valore di 8,5. Al contrario di quanto avviene in natura, dove
l’ammoniaca viene rapidamente diluita, nell’acquario il suo livello
può aumentare rapidamente, causando malattie o anche la morte. Il
valore dell’ammoniaca dovrebbe essere mantenuto al di sotto di 0,02
mg/l. Un livello costante di 0,25 mg/l risulta stressante mentre a
0,5 mg/l può causare la morte dei pesci. Se il filtro biologico
funziona correttamente i livelli di ammoniaca non possono
raggiungere livelli tossici. Valori di ammoniaca elevati indicano
che l’acquario non è gestito nel modo migliore.
La tossicità dell’ammoniaca è in
rapporto a vari fattori, come il pH e la sensibilità dei pesci. Il
barbo tigre, ad esempio, è sensibile a livelli di ammoniaca bassi,
mentre il pesce rosso è relativamente tollerante.
I kit che misurano l’ammoniaca, in
effetti, rilevano la presenza oltre all’ammoniaca (NH3) di ione
ammonio (NH4+) meno tossico della precedente. A pH 7 (neutro)
ammoniaca e ione ammonio sono in equilibrio tra loro. Se il pH
scende l’ammoniaca tende a convertirsi in ammonio, il contrario
avviene se il pH aumenta. Pertanto una corretta valutazione dei
livelli di ammoniaca richiede di conoscere il pH, perché una sua
eventuale variazione può modificare la quantità di ammoniaca
portandola a livelli tossici.
Altri fattori che influenzano
l’ammoniaca, anche se in misura inferiore, sono la temperatura e la
salinità. L’ammoniaca tende ad aumentare con l’aumento della
temperatura, mentre l’aumento della salinità corrisponde ad una
diminuzione dell’ ammoniaca.
Nitriti
I nitriti sono prodotti
dall’utilizzo dell’ammoniaca da parte dei batteri nitrificanti. Sono
sostanze molto tossiche già a 0,15 mg/l e il loro valore deve
rimanere sotto 0,10 mg/l. I nitrati entrano nel circolo sanguigno e
si legano ai globuli rossi al posto dell’ossigeno; i pesci
cominciano a comportarsi come se vi fosse poco ossigeno nell’acqua,
boccheggiando in superficie o mostrandosi molto letargici. Anche per
i nitriti vi sono forti variazioni di sensibilità secondo la specie.
I batteri che ossidano i nitriti a
nitrati sono molto sensibili a condizioni avverse come la presenza
di antimicrobici o di sostanze chimiche come il rame, usati per i
trattamenti terapeutici dei pesci. Risentono inoltre negativamente
di improvvise diminuzioni della temperatura.
Nitrati
I nitrati vengono prodotti da
batteri che utilizzano i nitriti; sono relativamente poco tossici
(sebbene possano essere pericolosi per invertebrati marini quali
anemoni e coralli). Il loro livello dovrebbe restare sotto i 100
mg/l. Nelle vasche marine contenenti invertebrati il livello non
deve superare i 20 mg/l. Il solo metodo per eliminarli dall’acquario
consiste nei cambi dell’acqua.
I livelli di nitrati si valutano
utilizzando gli appositi kit per acquari. Se sono troppo elevati si
interviene effettuando un cambio del 20% dell’acqua ogni giorno fino
a raggiungere il livello ottimale. Si devono inoltre identificare le
cause che hanno portato al loro aumento (tra le più comuni:
filtrazione insufficiente, insufficienti ricambi d’acqua, eccessivo
numero di pesci o alimentazione eccessiva).
pH
Il pH indica il grado di acidità,
vale a dire il numero relativo di ioni idrogeno (H+) e
ioni idrossido (OH-) nell’acqua. Maggiore è la quantità
di ioni idrogeno più l’acqua è acida; viceversa, maggiore è la
quantità di ioni idrossido, più l’acqua è alcalina. Se il loro
numero è uguale, l’acqua è neutra. Il pH viene misurato solitamente
da 0 (molto acido) a 14 (molto alcalino), mentre il pH 7 è neutro.
La scala è su base logaritmica, vale a dire che la variazione di
un’unità riflette una variazione di 10 volte il grado di acidità o
alcalinità: un pH 5 è dieci volte più acido di un pH 6 e 100 volte
più acido di un pH 7.
Il normale range di pH per i pesci
d’acqua dolce è di 6-8,5 e per quelli marini 7,5-8,5. I pesci
d’acqua dolce sono abbastanza tolleranti di valori di pH al di fuori
del loro range, purché non estremi. Per questi pesci può essere più
pericoloso tentare di riportare rapidamente il pH nel range corretto
con l’utilizzo di prodotti chimici che lasciarlo com’è, perché le
fluttuazioni repentine del pH sono nocive.
Negli acquari con molta
vegetazione il pH tende a variare perché durante il giorno le piante
utilizzano per la fotosintesi l’anidride carbonica, facendo
aumentare il pH. Durante la notte invece le piante emettono anidride
carbonica, abbassando il pH. Le variazioni di pH si possono evitare
utilizzando sostanze tampone (vedi Alcalinità).
Il pH viene influenzato anche
dall’accumulo di rifiuti organici e dall’anidride carbonica prodotta
dai pesci. Se il ricambio dell’acqua è insufficiente o poco
frequente, i detriti organici si accumulano abbassando il pH. In
questo caso sarà elevato anche il livello di nitrati. Se il pH si
abbassa troppo i batteri nitrificanti del filtro biologico non
agiscono correttamente con un conseguente aumento dell’ammoniaca.
I pesci producono anidride
carbonica, il cui livello tenderà ad aumentare eccessivamente, con
conseguente diminuzione del pH, se la superficie della vasca è
troppo piccola; è infatti sulla superficie dell’acqua che avvengono
gli scambi gassosi, con assorbimento di ossigeno e rilascio di
anidride carbonica da parte dell’acqua. L’eccesso di anidride
carbonica inoltre ostacola l’assorbimento di ossigeno da parte dei
pesci.
Il grado di pH dell’acqua può
essere misurato con vari test. Se il pH si discosta da quello ideale
per la specie si può intervenire effettuando dei cambi parziali
dell’acqua ed eventuali aggiunte di prodotti specifici, seguendo con
cura le indicazioni riportate sulla confezione per evitare
variazioni brusche del valore.
Alcalinità
L’alcalinità rappresenta la
capacità tampone (la capacità di neutralizzare gli acidi) dell’acqua
e dipende dalla presenza di in ioni bicarbonato, carbonato e
idrossido. Idealmente non dovrebbe essere inferiore a 100 mg/l.
Negli acquari marini deve essere di almeno 200 mg/l. Quando
l’alcalinità scende sotto 50 mg/l il pH può alterarsi tanto da
causare la morte dei pesci.
Se l’acqua che si utilizza per
l’acquario è naturalmente a bassa alcalinità si può aggiungere del
bicarbonato di sodio. La quantità da aggiungere si calcola in base
alla differenza tra l’alcalinità ideale e quella effettiva. Il
risultato corrisponde alla quantità di bicarbonato di sodio da
aggiungere all’acqua.
I test per misurare l’alcalinità
talvolta la definiscono con il termine KH o durezza dei bicarbonati.
Durezza
La durezza misura la quantità di
sali disciolti nell’acqua e dipende dalla presenza di calcio e
magnesio. Il livello di durezza solitamente non è correlato a
problemi ai pesci. Un’acqua moderatamente dura ha benefici per la
salute. Il calcio viene utilizzato nel metabolismo e inoltre
diminuisce la tossicità dei metalli pesanti. I coralli utilizzano il
calcio per produrre lo scheletro, e può quindi essere necessario
aggiungere regolarmente del calcio negli acquari marini.
Alcuni pesci producono uova che
non schiudono nell’acqua dura.
La presenza di minerali nell’acqua
è indispensabile; i pesci non possono sopravvivere in acque
completamente prive di minerali come l’acqua distillata.
L’assorbimento di minerali dall’acqua è altrettanto importante, se
non di più, di quello alimentare.
La misura più comune per
rappresentare la durezza è costituita dai gradi francesi, °f. Viene
anche definita dai milligrammi d calcio carbonato per litro d’acqua
(vale a dire le parti per milione, ppm). 1 °f corrisponde a 10 mg/l
di CaCO3. In aquariofilia si usano spesso i gradi
tedeschi (°dGH o °T). Si possono convertire i gradi tedeschi in
gradi francesi in questo modo: 1 °dGH = 1,78 °f, mentre 1 °fr = 0,56
°dGH.
|
Descrizione |
°f |
dGH |
mg/l
(ppm) CaCO3 |
|
Acque tenere |
1-10 |
1-8 |
10-100 |
|
Acque mediamente dure |
10-20 |
8-12 |
100-200 |
|
Acque dure |
> 20 |
> 12 |
> 200 |
La durezza dell’acqua può essere
misurata con dei kit appositi, che rilevano il livello di calcio e
magnesio nell’acqua.
Salinità
I pesci d’acqua dolce possono
tollerare per lunghi periodi livelli di salinità dello 0,1-0,3%. Le
variazioni di salinità (in più o in meno) possono essere impiegate a
scopo terapeutico. Livelli dello 0,2-0,3% aiutano la regolazione
dell’equilibrio osmotico, inibiscono la crescita di alcuni batteri
dannosi, aiutano a controllare la crescita dei funghi acquatici e di
Flavobacterium columnare, responsabile della malattia
colonnare.

Avvio dell’acquario – Il ciclo dell’azoto
I pesci immettono nell’acqua in cui vivono
sostanze di scarto, principalmente ammoniaca (NH3), che
si accumulano nell’acqua e che porterebbero ben presto a condizioni
insostenibili per la vita, senza un adeguato sistema di filtrazione.
Per mantenere l’acqua pulita è indispensabile l’azione del filtro
biologico, costituito da batteri benefici che convertono l’ammoniaca
prima in nitriti (NO2−) e quindi in nitrati (NO3−),
a bassa tossicità, compiendo il cosiddetto ciclo dell’azoto.

Prima che l’acquario possa
accogliere i pesci è necessario prepararlo avviando il ciclo
dell’azoto; in caso contrario si può causare la cosiddetta sindrome
della vasca nuova, causata dal rapido aumento dell’ammoniaca causata
dal metabolismo dei pesci e dalla decomposizione delle feci e dei
resti di cibo.
La preparazione della vasca
richiede mediamente 4-6 settimane; il tempo necessario dipende da
vari fattori quali le dimensioni della vasca, la temperatura
dell’acqua, il tipo di sistema di filtrazione e il numero di pesci
impiegati per l’avviamento.
Un paio di settimane dopo aver
immesso nella vasca alcuni pesci per l’avviamento, l’ammoniaca
inizia ad accumularsi. Questo porta alla rapida moltiplicazione dei
batteri che utilizzano ammoniaca per convertirla in nitriti e
successivamente di quelli che trasformano i nitriti in nitrati,
dando il via al ciclo dell’azoto. I batteri per moltiplicarsi hanno
bisogno di ossigeno, che viene fornito tramite la pompa per
l’aerazione.
I nitrati iniziano
progressivamente ad aumentare, ma sono molto meno tossici di
ammoniaca e nitriti. I nitrati vengono eliminati dalla vasca tramite
frequenti cambi d’acqua parziali.
Durante il periodo di avviamento
occorre monitorare i valori di pH, ammoniaca, nitriti e nitrati
tramite gli appositi test in vendita nei negozi di acquari. È
normale una lieve diminuzione del pH durante la fase di avviamento.
Il ciclo dell’azoto è un fenomeno
naturale che deve svolgersi in un certo periodo di tempo
(solitamente si completa in 5 settimane), tuttavia lo si può
accelerare leggermente con vari accorgimenti.
-
Aggiunta di 1-2 pesci che
forniscano sostanze di scarto per nutrire i batteri e permettere
la loro moltiplicazione. Si usano di solito pesci robusti, come
i danio o i guppy.
-
Aggiunta di ghiaino prelevato
da un acquario maturo e senza problemi di malattie. Nel ghiaino
è presente un’abbondante flora batterica e l’aggiunta di una
piccola quantità può rapidamente colonizzare la nuova vasca.
-
Aggiunta di cibo. Una piccola
quantità di cibo (è sufficiente un pizzico) aggiunta all’acqua
tutti i giorni rappresenta una fonte di cibo per i batteri. Una
quantità eccessiva può tuttavia decomporsi e causare
l’inquinamento dell’acqua.
-
Aggiunta di prodotti
commerciali. In vendita si trovano biocondizionatori contenenti
batteri del ciclo dell’azoto da aggiungere al filtro, che
possono accelerare significativamente la preparazione della
vasca.
In ogni caso ci vuole del tempo
perché si stabilisca una colonia batterica efficiente; non si deve
affrettare l’introduzione di molti pesci contemporaneamente,
altrimenti la capacità del filtro biologico di pulire l’acqua
verrebbe sopraffatta. Un paio di settimane dopo che la vasca è
pronta e presenta le corrette caratteristiche chimiche si inizia a
introdurre pochi pesci alla settimana. Aggiungendo gli animali in
modo graduale si permette ai batteri di replicarsi in proporzione
alla quantità di ammoniaca presente nell’acqua, senza che questa
aumenti in modo eccessivo. In questo periodo è utile effettuare
quotidianamente piccoli cambi dell’acqua, del 5% circa.
Durante il periodo di avviamento
si può osservare un intorbidimento dell’acqua dovuto alla crescita
batterica. È un fenomeno normale; se il sistema di filtrazione è
adeguato, l’acqua dovrebbe ritornare limpida in pochi giorni.
Come aggiungere i pesci nella
vasca
Al momento dell’acquisto il
rivenditore inserisce i pesci in un sacchetto di plastica contenente
dell’acqua e molta aria. Questo sacchetto andrebbe inserito in un
altro sacchetto di carta, in quanto con il buio i pesci si stressano
meno. Durante le giornate molto calde o fredde è preferibile portare
con sé una borsa o una scatola isolate termicamente per evitare agli
animali uno sbalzo termico. I pesci devono essere portati a casa più
rapidamente possibile.
Il sacchetto di plastica contenente i pesci va posato dentro
l’acquario, in modo che la temperatura nel sacchetto diventi uguale
a quella della vasca. Se il viaggio dal negozio non è durato più di
20 minuti il sacchetto può essere lasciato chiuso, in caso contrario
va aperto per permettere l’ossigenazione dei pesci. Non è di utilità
“preparare” i pesci aggiungendo all’acqua del sacchetto una piccola
quantità dell’acqua dell’acquario, in quanto per adattarsi alle
nuove condizioni chimiche ai pesci sono comunque necessari vari
giorni. Quando l’acqua del sacchetto è alla stessa temperatura di
quella della vasca i pesci possono essere liberati nell’acquario
inclinando con delicatezza il sacchetto.
Prima di nutrire i pesci occorre
attendere alcune ore perché si adattino al nuovo ambiente.
Inizialmente si deve offrire una piccolissima quantità di cibo per
evitare che la parte che non viene mangiata sovraccarichi il sistema
del filtro biologico.
Manutenzione dell’acquario
Perché l’acquario funzioni a
dovere e i pesci si mantengano in salute è necessario effettuare una
regolare manutenzione.
Ogni giorno
-
nutrire i pesci
-
osservare i pesci per
controllarne le condizioni (eventuali pesci morti vanno
prontamente rimossi e quelli che appaiono malati vanno subito
trasferiti in una vasca-infermeria)
-
controllare la temperatura
-
verificare che tutti gli
apparecchi (filtri, luci, pompa dell’acqua, riscaldatore) siano
efficienti
Ogni settimana
-
cambiare il 15-20% dell’acqua
con nuova acqua alla stessa temperatura
-
controllare il pH e il livello
di nitrati con gli appositi test
-
eliminare le foglie e le
piante morte e pulire la parte interna dei vetri dell’acquario
Ogni mese
-
fare manutenzione ai filtri,
pulendoli e sostituendo il carbone
-
sifonare il fondo per
ripulirlo dai detriti
I
cambi dell’acqua
Cambi dell’acqua frequenti sono
benefici per la salute dei pesci, favorendone vitalità, resistenza
alle malattie, brillantezza dei colori e longevità. Il cambio
dell’acqua è l’unico modo per eliminare i nitrati dalla vasca e
aiuta anche a mantenere un corretto pH. L’ideale è un cambio del 15%
dell’acqua ogni settimana. Il sistema più pratico consiste
nell’utilizzare un tubo che funga da sifone, in caso contrario si
deve ricorrere ad un secchio per asportare l’acqua. L’acqua da
rabboccare deve essere alla stessa temperatura di quella della vasca
e declorata, o lasciandola decantare per 1-2 giorni o aggiungendo
gli appositi prodotti che eliminano il cloro.

I prodotti
chimici utilizzati per l’acquario
Per la manutenzione dell’acquario
sono disponibili diversi tipi di prodotti chimici. Alcuni prodotti
si impiegano per la correzione di vari problemi, ma vanno utilizzati
solo come ultima risorsa, dopo aver controllato che tutte le
apparecchiature funzionino in modo efficiente, che le condizioni
dell’acqua (temperatura e pH in particolare) siano corrette e la
manutenzione (in particolare i cambi d’acqua) sia condotta in
maniera ottimale.
Nell’impiegare i vari prodotti
chimici si devono seguire alla lettera le indicazioni del produttore
e non si devono usare troppi prodotti contemporaneamente, in
particolare nel trattamento delle malattie.
Prodotti per l’avviamento
dell’acquario
Prodotti decloranti
Il cloro contenuto nell’acqua
di rubinetto è tossico per i pesci e quando si rabbocca la vasca
è necessario rimuoverlo. I prodotti decloranti agiscono
eliminando il cloro istantaneamente. Per eliminare il cloro
senza usare sostanze chimiche è necessario lasciare che si
dissipi naturalmente lasciando decantare l’acqua, il che
richiede circa 24-48 ore.
Biocondizionatori
I biocondizionatori combinano
l’azione declorante con l’eliminazione dei metalli pesanti, come
piombo, cromo e rame, molto tossici per i pesci. Si possono
utilizzare quando si prepara un nuovo acquario o quando si
effettua un cambio dell’acqua. Permettono di impiegare con
tranquillità anche acqua di rubinetto della quale non si
conoscono bene le proprietà.
Acceleranti del ciclo
dell’azoto
Quando si allestisce un nuovo
acquario occorrono settimane o mesi perché si instauri il ciclo
dell’azoto, tramite lo sviluppo di batteri che convertono
l’ammoniaca in nitriti e i nitriti in nitrati, meno tossici dei
precedenti. Per accelerare il processo si possono utilizzare
specifici additivi contenenti i batteri utili a dare inizio al
ciclo. Trattandosi di batteri assolutamente innocui non c’è
pericolo di sovradosaggio, tuttavia non si deve avere fretta di
riempire la vasca di pesci dopo il loro utilizzo e va comunque
testata l’acqua per verificare che siano presenti i corretti
parametri.
Chiarificatori dell’acqua
Agiscono facendo precipitare
le particelle in sospensione che rendono l’acqua torbida, in
seguito alla proliferazione batterica causata da un’eccessiva
somministrazione di cibo o da una luce troppo intensa.
Prodotti per il mantenimento
dell’acquario
Eliminatori di scorie
Riducono rapidamente la
quantità di scorie organiche dell’acquario e puliscono i filtri,
il ghiaino e la superficie interna dei vetri. Non devono essere
un sostituto per una buona manutenzione dell’acquario e un
regolare ricambio dell’acqua. Agiscono disgregando i rifiuti
organici e rendendoli solubili in modo che vengano facilmente
attaccati dai batteri del filtro. Poiché il loro impiego può
causare un rialzo temporaneo di ammoniaca e nitriti, questi
parametri vanno verificati con cura. Si possono eventualmente
impiegare in associazione a prodotti per tenere sotto controllo
nitriti e ammoniaca, seguendo le indicazioni del produttore.
Regolatori del pH
Aumentano o diminuiscono il pH
dell’acqua, in modo da ottenere quello ottimale per le specie di
pesci da ospitare nella vasca.
Sostanze tampone per
ciclidi
Sono una miscela di sali
minerali e elementi traccia che permettono di creare un ambiente
simile a quello dei laghi da cui provengono i ciclidi.
Problemi legati
alla qualità dell’acqua
Sindrome della vasca nuova
Sono necessarie 6-8 settimane
perché i batteri nitrificanti colonizzino il filtro biologico e
possano trasformare l’ammoniaca in nitriti e i nitriti in nitrati.
In questo periodo di tempo se la vasca viene riempita con troppi
pesci i livelli di ammoniaca o nitriti possono aumentare troppo,
causando problemi di salute ai pesci.
In questa situazione si può
rilevare un livello di ammoniaca eccessivo (superiore a 1 mg/l, e di
solito superiore a 3 mg/l). Il problema va trattato con cambi
frequenti dell’acqua e verificando che vi siano le condizioni
corrette per la crescita dei batteri nitrificanti. Quando per opera
dei batteri i livelli di ammoniaca iniziano a scendere, si può
verificare inizialmente un rapido aumento dei nitriti a livelli
tossici. Pertanto si devono fare verifiche frequenti della
concentrazione di queste sostanze, fino a che non sono scese a
livelli non rilevabili.
Sindrome della vasca vecchia
Si verifica di solito quando non
vengono effettuati cambi dell’acqua abbastanza frequenti. I nitrati
e altre sostanze organiche accumulandosi provocano una diminuzione
del pH. Si osservano allora i pesci morire uno a uno, senza
apparenti segni di malattia. Alcuni pesci sembrano diventare ciechi.
Spesso i pesci muoiono dopo un cambio d’acqua. Di solito il problema
si manifesta in vasche che sono state allestite da almeno 6-12 mesi.
Le cause sono facilmente identificabili valutando i parametri
dell’acqua: pH basso (spesso inferiore a 5), ammoniaca elevata
(anche superiore a 10 mg/l, durezza totale elevata (superiore a 200
mg/l).
Il trattamento degli acquari con
questo problema è difficile. Non si possono effettuare cambi
massicci dell’acqua perché causerebbero una rapida variazione del pH
e quindi un aumento di ammoniaca. Si può tentare di eseguire un
cambio del 50% dell’acqua seguito dal cambio del 20% dell’acqua ogni
3 giorni, utilizzando prodotti che legano l’ammoniaca.
Progressivamente i livelli di ammoniaca diminuiscono, ma tornano a
risalire man mano si diminuisce la frequenza dei cambi d’acqua. A
questo punto, mentre si ristabilisce la flora batterica, l’acquario
può presentare il problema della sindrome della vasca nuova, che va
trattata di conseguenza.
Presenza di cloro e
cloramina nell’acqua di rubinetto
L’acqua di rubinetto per essere
resa potabile viene addizionata di cloro e cloramina. Il livello di
cloro dell’acqua di rubinetto può arrivare a 1,5-2 mg/l; un livello
di 0,05 mg/l può già essere mortale per i pesci. La cloramina è una
combinazione di cloro e ammoniaca e per i pesci è ancora più tossica
del cloro.
Per neutralizzare questi composti
si possono utilizzare diversi prodotti, secondo le caratteristiche
dell’acqua di rubinetto. Per eliminare il cloro si aggiunge il sodio
tiosolfato alla dose di 7,4 mg/l ogni 1 mg/l di cloro.
Un metodo comunemente impiegato
consiste nel lasciare riposare per una notte l’acqua di rubinetto in
un contenitore, ma ciò permette di rimuovere 1 mg/l di cloro ogni 20
ore. L’areazione accelera la dissipazione del cloro e il carbone
attivato aiuta a rimuoverlo.
Per neutralizzare la cloramina si
devono impiegare sostanze che spezzano il legame tra cloro e
ammoniaca, neutralizzano il cloro così prodotto e legano
l’ammoniaca. Il dosaggio di queste sostanze va calcolato con cura
secondo quanto riportato dall’etichetta.

Pulizia della vasca
La parte esterna dei vetri può
essere pulita con un comune prodotto casalingo per vetri, ma
all’interno non si deve usare alcun prodotto, che risulterebbe
rapidamente letale per i pesci. Tutto ciò che si può utilizzare
all’interno è una spugna morbida e acqua. Le alghe che crescono sui
vetri vanno rimosse con gli appositi raschietti magnetici. Le alghe
più tenaci possono essere eliminati con i raschietti a lama.
Entrambi vanno usati con cura per evitare di graffiare i vetri.
Riassunto delle
procedure di allestimento dell’acquario
1. Trovare una collocazione
adeguata.
2. Preparare il mobile che
sosterrà l’acquario.
3. Pulire la vasca. Non si devono
utilizzare all’interno prodotti di alcun tipo, ma unicamente acqua e
una spugna morbida. I vetri si possono quindi strofinare con carta
per asciugarli completamente e impedire che si formino rigature.
4. Porre la vasca sul suo ripiano.
Nessuna parte dell’acquario deve sporgere dal ripiano di sostegno.
Tra il ripiano e la vasca si può collocare una lastra di polistirolo
per bilanciare minimi dislivelli. Si deve verificare che vi sia
spazio sufficiente dietro la vasca e il mobile per le operazioni di
pulizia e manutenzione, l’attrezzatura e i cavi.
5. Collocare l’eventuale filtro
sotto-ghiaia e collegarlo alla pompa dell’aria, senza attivarla.
6. Lavare e collocare il
substrato. Porre 6 cm di ghiaino sopra il filtro. Se non si utilizza
il filtro sotto-ghiaia sono sufficienti 4-5 cm di substrato.
7. Applicare l’eventuale filtro a
motore, senza metterlo in funzione.
8. Riempire la vasca per 2/3 con
acqua. In questo modo è possibile sistemare il ghiaino o le
decorazioni senza spandere acqua. Inizialmente l’acqua va versata
con cura, usando un piccolo recipiente, per evitare di smuovere il
ghiaino e le decorazioni.
9. Inserire il riscaldatore a
immersione sul vetro posteriore, senza metterlo in funzione.
10. Applicare il termometro alla
vasca.
11. Aggiungere decorazioni come
rocce, sassi e legni.
12. Aggiungere il restante terzo
di acqua. Verificare che l’acqua copra il riscaldatore e il filtro
al livello richiesto dalle istruzioni.
13. Aggiungere il decloratore,
seguendo le istruzioni del prodotto.
14. Mettere in funzione tutti gli
apparecchi e regolare il riscaldatore alla temperatura ideale per i
pesci e le piante che si desidera inserire nell’acquario. Se
necessario inserire acqua della vasca nel filtro a motore per farlo
partire (verificare le istruzioni dell’apparecchio). Inserire il
vassoio di condensazione e il coperchio per impedire alla polvere di
entrare e all’acqua di evaporare.
15. Controllare il pH dell’acqua
con un apposito test. Se il valore non è corretto utilizzare un
prodotto per portarlo al valore desiderato.
16. Inserire il coperchio sulla
vasca.
17. Aggiungere le lampade, se non
sono già inserite nel coperchio, e accenderle.
18. Lascare funzionare l’acquario
per uno o due giorni.
19. Controllare temperatura e pH e
se necessario regolarne i valori.
20. Aggiungere le piante vive. Se
necessario, durante l’operazione togliere dell’acqua per evitare di
spanderla e aggiungerla successivamente. Le piante più alte vanno
inserite verso la parete di fondo e quelle più basse davanti. Vi
sono pesci che richiedono spazio libero per nuotare, perciò non si
deve affollare eccessivamente la parte centrale della vasca per
lasciare loro libertà di movimento.
21. Dopo 7-10 giorni aggiungere un
paio di pesci per iniziare.
22. Controllare quotidianamente i
valori dell’acqua usando gli specifici test, finché la vasca non ha
completato il ciclo dell’azoto ed è pronta ad accogliere tutti i
pesci, che vanno comunque aggiunti gradualmente.
Alimentazione
I regimi alimentari
Vi sono migliaia di specie di
pesci e di conseguenza una varietà di regimi alimentari. A grandi
linee si possono classificare i pesci in carnivori, vegetariani e
onnivori. Ovviamente, per carnivoro nel caso dei pesci si intende un
animale che si nutre di alimenti di origine animale, in particolare
invertebrati (come crostacei e insetti) e altri pesci. Se si
mantengono nella stessa vasca pesci carnivori e vegetariani, risulta
difficile fornire a ciascuno il corretto regime alimentare.
Per fornire un’alimentazione
equilibrata, più simile possibile a quella naturale, è importante
studiare la storia naturale della specie in questione, le sue
preferenze alimentari e il modo in cui si alimenta.
Il colore della livrea nei pesci
dipende in larga misura da sostanze che si trovano nell’alimento,
pertanto una dieta variata è importante non solo per la salute, ma
anche per rendere al meglio la colorazione dei pesci.
Alimentazione erbivora
Gli erbivori, che si nutrono di
alghe e/o piante acquatiche, sono in generale più difficili da
alimentare correttamente perché hanno richieste nutritive complesse.
In generale i pesci erbivori richiedono una dieta con basso
contenuto di grassi (meno del 10%) e un contenuto di proteine del
30-40%.
Un pesce erbivoro può assumere il
5% del proprio peso in alimento, pertanto può essere difficile
alimentarlo a sufficienza con cibo in fiocchi per pesci erbivori.
Nel caso di alcune specie è possibile somministrare un’integrazione
di vegetali freschi come zucchine parzialmente bollite, zucchine
crude a pezzetti, broccoli e cavolo. La somministrazione di questi
alimenti ha il vantaggio di fornire una buona quantità di vitamina
C.
Un altro tipo di supplemento
vegetale “casalingo” consiste nel bollire foglie di lattuga e
spinaci fino ad intenerirle e appenderle con una clip in cima alla
vasca, in modo che galleggino in superficie. Un altro ingrediente
che molti pesci apprezzano sono i piselli leggermente cotti; prima
di offrirli ai pesci vanno schiacciati leggermente tra le dita per
sbucciarli. La buccia può infatti causare problemi ai pesci.
Le foglie di lattuga possono
essere offerte fresche, ma vanno “piantate” sul fondo, altrimenti di
solito i pesci le ignorano.
I resti di vegetali freschi vanno
asportati dalla vasca tutte le sere, per evitare che si decompongano
inquinando l’acqua.
Alimentazione carnivora
I pesci carnivori (ad esempio il
pesce oscar) sono in genere feroci predatori e la loro presenza in
una vasca di pesci misti non è consigliata per ovvie ragioni. Questi
pesci in genere vengono nutriti con prede intere, complete dal punto
di vista nutritivo; gli alimenti commerciali o i pezzi di prede (es.
polpa di pesce) possono non essere adeguati al loro mantenimento.
D’altro canto la somministrazione di pesci preda può comportare
l’introduzione nella vasca di batteri patogeni e parassiti, quindi i
pesci da alimentazione richiedono un adeguato periodo di quarantena
e osservazione prima di essere dati in pasto ai pesci carnivori.
Alimentazione onnivora
I pesci onnivori in generale sono
i più facili da allevare, in quanto si può diversificare molto la
loro dieta. La base dell’alimentazione può essere un mangime
commerciale per pesci tropicali di ottima marca, integrata con cibo
fresco o congelato e vegetali. In commercio si trovano alimenti
congelati contenenti crostacei, gamberetti, larve e vermi di piccole
dimensioni, che forniscono un arricchimento della dieta.
In generale i pesci onnivori
richiedono una dieta con basso contenuto di grassi (meno del 10%) e
un contenuto di proteine del 35-45%.
Tipi di alimento
Alimento congelato
È molto pratico e conveniente.
Consiste in cubetti da scongelare prima della somministrazione. Vi
sono tipi di cibo, tra cui Artemisia e larve di chironomidi, e di
dimensioni, adatti praticamente ad ogni specie di pesce.
Alimento disidratato
È in formato a cubetti, anche
questi molto pratici.
Compresse
Alcuni tipi sono formulati per
andare a fondo e sono quindi adatte ai pesci che si nutrono sul
fondo.
Fiocchi
Sono il tipo di mangime più
comune, adatto a carnivori ed erbivori. Sono integrati con sostanze
che esaltano la colorazione dei pesci. I fiocchi vanno somministrati
con parsimonia per evitare di inquinare la vasca.
Bastoncini galleggianti
Sono adatti ai barbi di dimensioni
maggiori.
Granuli
Ve ne sono che galleggiano oppure
affondano, secondo il tipo di pesci da alimentare.
Alimenti per avannotti
Sono formulati in polvere o
liquidi, da somministrare in gocce, per fornire ai giovani pesci
alimenti adeguati alla loro taglia minuta.
Cibo vivo
Non è facile da reperire ma è
molto apprezzato dai pesci. Il più comune è rappresentato da Daphnia
e larve di chironomidi. Sono solitamente venduti in sacchettini di
plastica pieni d’acqua. Prima di somministrarli vanno scolati con un
colino a maglie fitte, in modo da scartare l’acqua che non va
versata nell’acquario.
Le larve di zanzara possono essere
“prodotte” in casa durante la bella stagione, lasciando un secchio
d’acqua all’aperto che ben presto conterrà le piccole larve da
somministrare ai pesci dopo averle raccolte con un colino.
Quantità e frequenza dei
pasti
La qualità e la quantità di
alimento da somministrare ai pesci dell’acquario sono parametri
fondamentali per la loro salute. L’eccesso di cibo non solo porta a
problemi di obesità, ma anche all’inquinamento dell’acqua. Non si
deve tuttavia cadere nell’errore opposto, di alimentare i pesci in
modo insufficiente e affamarli.
Come regola generale, si
somministra ad ogni pasto la quantità di cibo che viene
completamente consumata in 3-5 minuti. I pesci adulti possono essere
alimentati con tre piccoli pasti al giorno, pratica preferibile ad
un solo abbondante pasto giornaliero che con maggior probabilità
lascia residui di alimento a inquinare la vasca. Per gli avannotti e
i pesci giovani la frequenza dei pasti deve essere di circa 5 al
giorno.
La quantità di cibo ideale varia
anche secondo la specie. Alcune specie dal metabolismo più attivo
richiedono una quantità di alimento maggiore di specie più calme.

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